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Le Chiese di Roma: "Pantheon"

Le Chiese di Roma: "Pantheon"

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Mauro Stradotto


Basic Mitglied, Roma

Le Chiese di Roma: "Pantheon"

Ispirato dal libro "Le Chiese di Roma negli acquarelli di Achille Pinelli" apro una nuova serie fotografica dedicata a questi luoghi di culto.

Le Chiese di Roma sono più di 900 e ciò ne fa la città con più chiese al mondo; la loro storia accompagna quella della città da diciassette secoli, segnandone l'evoluzione religiosa, sociale ed artistica.

8) Pantheon

Appena entrate alzate gli occhi al cielo, un fascio di sole catturerà la vostra attenzione, uno spettacolare raggio di luce filtra obliquo attraverso l’oculus, l’apertura circolare larga 9 m sulla sommità della cupola, illuminando l’intero edificio.
In caso di pioggia riparatevi e osservate l’acqua che cade giù prima di sparire nei 22 fori quasi invisibili del pavimento.
Dedicato al culto di tutti gli dei (Pan- tutti Theon- divinità), il Pantheon fu costruito dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 125 d.c. sui resti di un precedente tempio del 27 a.c. di cui porta ancora l’iscrizione e consacrato come chiesa cristiana nel 609 con il nome di Santa Maria ad Martyres.
Nel 1870 è divenuto sacrario dei re d’Italia, e accoglie, le spoglie di Vittorio Emanuele II, Umberto I e Margherita di Savoia. Vi è anche sepolto il sommo artista rinascimentale Raffaello Sanzio.

I tre campanili scomparsi del Pantheon

Sopra al frontone del Pantheon alcune stampe e fotografie antiche ritraggono la facciata con due torri campanarie. Oggi è probabilmente impossibile accorgersi di questa assenza ma i tre campanili furono rimossi nel 1894, in tempi quindi relativamente recenti, almeno per Roma.

I tre campanili furono edificati addirittura da Gian Lorenzo Bernini in epoca barocca ed infatti la loro demolizione destò parecchio sconcerto. Molto particolari, le "recchie d'asino", per chiamarle con uno scherzoso soprannome dell'epoca, erano decisamente fuori dai canoni classici del Pantheon. Nel 1270 già era stato edificato un piccolo campanile ma certo furono i successivi del Bernini a creare polemiche. L'architetto ebbe un rapporto travagliato con il Pantheon: fuse i bronzi che decoravano il frontone, le lettere della dedica, le tegole di bronzo della copertura e le travi del pronao. In quest'ultimo caso, avendole usate per San Pietro, accese una polemica con Pasquino che definì i Barberini "peggio dei barbari".

Dopo un restauro di fine Ottocento che ha recuperato l'antica dedica ad Agrippa, oggi il famoso tempio romano ha ritrovato l'armonia classica. Nessuna campana annuncerà la Messa di Santa Maria ad Martyres, per la felicità dei classicisti e la delusione di chi avrebbe voluto vedere questa particolare commistione.

(F11 per una migliore visione)

Le Chiese di Roma: "Basilica di San Bartolomeo all'Isola"
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Mauro Stradotto


Buona domenica a tutti



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