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LA PIETA', L'ADDIO von Gianni Boradori

LA PIETA', L'ADDIO 


Von 

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14.11.2010 um 17:23 Uhr
, Lizenz: Alle Bilder unterliegen dem Urheberrecht der jeweiligen Sender. All pictures  by the senders.
UN GRANDE "GRAZIE" A GUGLIELMO PER LA SUPER GRADITA PROPOSTA.


BUON VOTO A TUTTI

Ho cercato da sempre questa fotografia e credo anche che sarà difficile se non impossibile possano esserci altre opportunità.
Chi mi conosce sa del mio impegno a raccontare per immagini, spesso ironiche e divertenti, mai capita anche di trovarmi davanti a situazioni come quella di oggi, dove sono combattuto se premere il pulsante di scatto o lasciar perdere.
Molto spesso non riesco a fermarmi e vado avanti, pur sapendo di poter incorrere nella protesta dei soggetti interessati.
Tutto questo non per voyeurismo, ma con l'innato desiderio di trasmettere agli altri le mie stesse emozioni-sensazioni.
Mi auguro che questo lavoro non urti la suscettibilità dei difensori ad oltranza della privacy, nel qual caso sono prontissimo a cancellarlo dal sito

Anmerkungen:

d1w.gifBitte melde Dich an, um einen Kommentar zu schreiben.





Perani Adriano, 14.11.2010 um 17:28 Uhr

ciao non ti azzardare a toglierla e che sia di monito per tante persone me compreso meravigliosa e tra le mie preferite subito ciao


Michele Nespoli, 14.11.2010 um 17:32 Uhr

sono senza parole,
l'immagine si commenta da se..
anch'io mi sono trovato in situazioni simili, ti capisco.
Ottimo lavoro
un saluto



Max Giorgetta, 14.11.2010 um 18:20 Uhr

Quoto Adriano, Gianni questa è per ricordare a tutti che se c'è un'inizio, purtroppo, prima o poi, c'è una fine, e tutti, dico tutti, ci siamo trovati e ci troveremo difronte a questo.
Morale cerchiamo di apprezzare ogni attimo del poco tempo che passiamo in questo mondo.



R Prior, 14.11.2010 um 18:51 Uhr

Sei un grande! Foto meravigliosa.


patrizia gasparini, 14.11.2010 um 18:59 Uhr

questa e' la pura e semplice realta', messa in immagine delicatamente, senza ostentazione, ne' pietismo, ne' voierismo,,
il titolo, la pieta', e' perfettamente in sintonia con quello che vuoi dire e richiama un' altra pieta' ( marmorea).
secondo me e' una delle foto piu' vere , belle e sincere che abbia mai visto.
( io lavoro in una casa di riposo e situazioni cosi', purtroppo, le ho sempre sotto gli occhi)
bravissimo e ti ho scoperto da poco,,,,



RUFFINI SILVANO, 14.11.2010 um 19:35 Uhr

grande Gianni......
e' grandiosa come la foto di un bimbo appena nato.......
PREFERITA ..
per ricordarmi che tutti ci avviciniamo.......



DANIELA Pasquetti, 14.11.2010 um 19:58 Uhr

Ti parlo con la consueta sincerità con cui mi conosci
e che so che apprezzi:
molto spesso mi sono posta il problema di quale sia il limite
non della privacy, parola ormai abusata e quasi privata di un vero senso,
ma del rispetto.
Rispetto delle diffocoltà, debolezze e dolore altrui.
In questa foto si vede che hai affrontato la situazione
con molta delicatezza e umanità,
è giusto anche il richiamo che hai dato nel titolo
all'opera michelangiolesca,
però Gianni in questi casi non riesco a non pensare una cosa:
come ci si può trovare di fronte ad una scena simile
con la macchina fotografica in mano, a meno che
non si sia andati lì per un reportage o cose simili.
Sembra sciocco, ma al di là di ogni retorica
la prima domanda la più banale che mi viene in mente
è proprio questa!
Con tutto l'affetto e l'ammirazione per i tuoi lavori
che ti ho sempre manifestato
ti saluto e ti ringrazio per avermi offerto la possibilità
di esprimere liberamente il mio pensiero.
Un abbraccio
Daniela



Vincenzo Galluccio, 14.11.2010 um 19:59 Uhr

Non cancellare nulla, nesuna immagine va cancellata....ti conosco da anni e so che sei "dentro" la foto,...e poi questo è il mio "pane quotidiano".
E' una "foto ricordo": qualcuno ricorda i bei tramonti passati, altri la sofferenza altrui.
Vincenzo



Gianni Boradori, 14.11.2010 um 20:10 Uhr

Daniela, ti ringrazio per il tuo intervento e per la consuetà sincerità.
La ragione per la quale mi sono trovato in questa situazione è molto semplice: basta andare la Domenica mattina a fare i soliti scatti in centro e successivamente andare a far visita ad una persona all'ospedale per riaccompagnare mia moglie a casa.
Se si ha ancora con se la fotocamera e se nella stessa stanza ci sono degenti e familiari che con il loro parlare coprono il rumore dell'otturatore, senza avvicinare la Nikon agli occhi e cercando di mirare approssimativamente il soggetto......è possibile ottenere questo scatto.
Ma è ance vero che si devono superare,come già detto, le ovvie perplessità iniziali ed aver fortuna di riprendere quello che interessa.Ecco perchè è improbabile che mi ricapiti ancora......



b. monica, 14.11.2010 um 21:03 Uhr

un confine incerto. in tanti sensi lo richiama questo tuo scatto. tra vita e morte, tra passato e futuro, tra rispetto e invadenza. ogni parte ha in sè la sua verità e ragione. quel che conta qui è, come tu stesso dici, il modo, l'atteggiamento, con cui cogliere l'istante: ci sarebbe mancato questo contatto col dolore umano, se tu non avessi osato essere...rispettosamente invadente. io preferisco che tu lo lasci questo scatto, certa del tuo non aver violato, nel farlo, alcuno spazio inviolabile. ciao gianni, grazie della tua delicatezza e sensibilità. monica


SaRaoCCHiPiNTi, 14.11.2010 um 22:30 Uhr

......ammiro.


maurizio bartolozzi, 14.11.2010 um 22:30 Uhr

Un momento toccante,capisco il tuo stato d'animo ma,dal momento che lo scatto l'hai fatto e come lo hai saputo rendere,é giusto che tu lo tenga.


Ambra Menichini, 15.11.2010 um 3:38 Uhr

.............non devi togliere nulla..........si vede in questo scatto tutto il rispetto che poni alle persone ogni volta che fotografi......

questa foto è "in punta di piedi" non per non farsi scoprire ma per il grande rispetto che nutri verso il prossimo

noi la mettiamo tra le nostre preferite

grazie per averla condivisa

A & G



Massimo ZAMPETTI, 15.11.2010 um 13:06 Uhr

Sono un instancabile assertore del rovescio della medaglia.
Ogni cosa ha un suo "negativo" e trovo profondamente giusto nonché doveroso il documentare ed in definitiva trasmettere questo tra virgolette "negativo".
Onore al merito!!!



R. Giuseppe, 15.11.2010 um 16:09 Uhr

Immagine molto intensa. Sembra dipinta da un pittore, Complimenti per l'immagine e per la sensibilità. Ciao
Giuseppe



F. Francesco Vazzano, 15.11.2010 um 17:51 Uhr

non saprei trovare un commento adeguato....smuove l'anima!


ClaudioBosco, 15.11.2010 um 18:16 Uhr

non ti azzardare a togliere uno scatto straordinario come questo.
grande emozione.
Non posso proporla in Gallery, spero che qualcuno lo faccia al posto mio.
FAV



Tommaso Vicomandi, 15.11.2010 um 22:50 Uhr

non cancellare.....
è uno scatto molto, molto forte ma rispetto ad altri del genere visti qui questo merita di restare.
assolutamente !



Alessandro Russo, 17.11.2010 um 0:45 Uhr

*


patrizia laurenti, 17.11.2010 um 15:10 Uhr

....bella....


mario gabbarin, 18.11.2010 um 0:27 Uhr

vado tutte le settimane in una casa di riposo e penso a quante poca gente entri in questi luoghi. Una visita, un gesto piccolo e semplice aiutano a vivere meglio e abbattono il muro dei pregiudizi e della separzione. La foto non mi scandalizza mi fa invece tanta tenerezza.
Ciao. Mario



Paloma ARPA, 18.11.2010 um 12:21 Uhr

Impresionante imagen,y gesto de ternura.
Preciosa y delicada.
Un abrazo.
Paloma



daniele1357, 18.11.2010 um 20:31 Uhr

Impressionante espressione d'amore in quel viso. Complimenti.
daniele




Carla Paci, 19.11.2010 um 8:00 Uhr

non ci sono parole credo che sia molto interessante tocca il cuore in una maniera molto dolce fà pensare molto credo che dovremmo pensare anche ai tanti egoismi che ci portiamo dietro bravooooooooooooo un caloroso salutone Carla
IT: IL RIPOSO DOPO LA BEVUTA von Carla Paci
IT: IL RIPOSO DOPO LA BEVUTA
Von
10.11.10, 12:15
9 Anmerkungen



Fabio Salvi, 3.02.2011 um 17:15 Uhr

Questa foto ci invita a guardarci dentro... complimenti Adriano


Sarah furnari, 23.03.2011 um 18:51 Uhr

Una magnifica foto, che è riuscita a farmi commuovere! Complimenti davvero! Molto significativa!


laura fogazza, 9.05.2011 um 21:04 Uhr

...è un'immagine delicatissima che pochi sarebbero in grado di realizzare con altrettanto rispetto e dolcissima umanità...
bellissima...
laura



Donato Mengarelli, 26.05.2011 um 0:07 Uhr

Fermo restando la bellezza della foto, quello che mi colpisce di più è la dolcezza con cui la giovane donna comunica con l'anziana.
P.S.: ma è un'infermiera o una parente?



Guglielmo Rispoli, 15.08.2011 um 12:03 Uhr

oggi sono in casa a lavorare
e "stranamente" sono arrivato a questa foto
forse non è strano per quello che succede
intorno a me e ad amici e persone care
che stanno vivendo in "escalation" del destino
momenti del genere
Solo oggi vedo questa foto e io non credo al caso
Ho letto tutto e mi fermo solo per considerare quanto difficile sia fotografare sempre ....
Non ne faccio una questione tecnica o morale
rilevo solo la difficoltà di gestire momenti come questi
credo che Gianni sia stato bravo e credo che questa foto meriti una grande attenzione per la Vita che esprime nelle sue sofferenze e nei suoi infiniti passaggi, questo compreso
.... per non dimenticare ....
- preferita -



Carlo Atzori, 1.10.2011 um 23:29 Uhr

Non è facile essere indifferenti di fronte a questa
tua foto, che io considero un capolavoro.
Quì si toccano punti molto delicati, dove l'educazione e
l'etica di ognuno di noi cambia rispetto a come è
cresciuto, a come intende la vita ed il rispetto
degli altri, alla forma di religiosità che abbiamo
dentro......è difficlle essere neutrali, sono arogmenti che
toccano corde delicate ed intime, dove ognuno ci
mette del suo....
Per me rimane una foto intensa, vera e forte, di
quelle che ti rimangono dentro, ma è solo un mio
pensiero, niente di più......
Carlo



massimiliano scoccione (MAX-PARKER), 2.10.2011 um 5:22 Uhr

Come ti ho gia' detto in forma privata, la foto TOCCA dentro. Giu', nel profondo. La vita non e' solo arte, carnevale e festivals vari. La vita e' anche questo. Dire addio ad una persona cara, alla quale devi la vita, e aspettare vicino a lei che "il suo treno" parta. A me, per motivi personali, questa foto a fatto piangere, comunque non credo possa in nessun modo offendere nessuno. Una foto da tenere, non certo da togliere per il capriccio di qualcuno che vuole vedrci quello che invece non c'e'! Da parte tua si vede la delicatezza ed il rispetto della gente in generale. Se qualcuno non lo ha ancora capito, allora non ha capito nessuno dei tuoi scatti. Da tenere assolutamente!!! Max


e pasquinelli, 2.10.2011 um 6:49 Uhr

Una grande realtà ignorata. Bella la foto. Drammatica la situazione. Bravo Gianni!!!!!
Chi deve risolverla? I politici! Ma Il Presidente Napolitano ha appena detto che la politica siamo noi ed è perfettamente vero. Difficile da risolvere anche perchè la chiesa ha un punto di vista diverso dall'interesse e dall'egoismo umano. Io credo che rimarrà un problema di famiglia ancora a lungo e mentre ci si consiglia sulla cura il malato muore.



Marco Bembo, 2.10.2011 um 11:14 Uhr

Sono costretto, per motivi professionali, a vivere momenti come questo quasi quotidianamente e forse qualcuno ricorderà che, anni fa, aprii una interessante discussione sul forum, riguardo a immagini di questo tipo.
Sono sostanzialmente contrario a queste "intrusioni" fotografiche ma, come allora dissi, ci sono delle eccezioni.
Le eccezioni sono quelle in cui, come qui, si possa sentire davvero la positiva corrente empatica che si è instaurata tra fotografo e fotografato. L'immagine mostra chiaramente questa corrente, la si sente, la si vede, dunque non si tratta di furto, non si tratta del solito scatto rubato, come mille se ne vedono, specie in molte insopportabili "street". Dunque accettiamo serenamente questo addio.



ClaudioBosco, 2.10.2011 um 17:42 Uhr

solo poche parole
ogni volta che guardo questo scatto mi emoziono
da parte del fotografo non c'è nessuna invadenza
i due sguardi che si incrociano,straordinario, una foto da amare.



Enrico Doria, 3.10.2011 um 12:54 Uhr

splendida immagine scattata con una delicatezza rara da incontrare....

complimenti Gianni!



Giulietta Luise - Giuly, 3.10.2011 um 13:50 Uhr

è un'immagine che smuove e commuove e per chi ha vissuto esperienze del genere sà che è "pura testimonianza" ma curata da un fotografo con grande sensibilità e delicatezza. Complimenti Gianni.... è un capolavoro!


patrizia gasparini, 3.10.2011 um 22:34 Uhr

nn e' mai interpretato nel modo giusto l' intento di una persona, quando n si e' aperti e in buona fede,,,,,
potrei chiedere : certi fotografi che immortalano morti ammazzati, pianti, sangue, macerie,,,,,,chiedono il permesso?
ma immmagino n lo facciano con l' intento di ferire di piu' i gia' colpiti protagonisti, ma solamente x trasmettere e far partecipare, condividere con molti altri il loro dolore



Giulia Eliot, 3.10.2011 um 23:18 Uhr

non volevo intervenire ma facendo parte di questa comunità
gianni mi ha chiesto un parere in pvt
riassumendo gli ho quasi detto le parole che dice anche thanit

e la mia prima domanda è stata: "saresti contento se fosse tua madre, saresti contento finisse in un sito di fotografia?

il dolore è infinita intimità

vale lo scuotere coscienze una stellina per una foto che porta un dolore così grande....?


lo scatto forse forse potresti pubb tenerlo nella tua galleria, fa parte di un momento che hai vissuto, ma non per cercare consensi o medaglie al valore
questo no....

quel "buon voto a tutti" parla da solo
come fossimo ad una lotteria dei sentimenti

scusami gianni ma quando parto ci vado giù pesante ma non è facile tacere ed essere morbidi...

ciaociao

mio ultimo intervento in questo luogo di ricchi premi e cottilons che non mi appartiene per nulla...




Gianni Boradori, 3.10.2011 um 23:27 Uhr

@- Santino
Sono pronto a risponderti non appena mi mostrerai le liberatorie ottenute nelle sottoelencate immagini che hai postato a suo tempo su FC

Spero che adesso di non sentirmi dire chemanca l'autorizzazione perchè in quel caso non c'era d'aver pietà per nessuno.
Mi rendo conto che sei molto preparato in tema di codici e norme;ti confesso che io lo sono di meno ma che in tutta la non brevissima esperienza di fotografo non professionista ho sempre cercato di fermare attimi importanti senza mai essere aggressivo, ad esempio anche quando si tratta di bambini (tema oggiogiorno quanto mai delicato)
IL SALE SULLA CODA von Gianni Boradori
IL SALE SULLA CODA
Von
3.10.11, 16:33
10 Anmerkungen

Grazie per avermi dedicato il tuo tempo, G



giancarlo crocicchia, 3.10.2011 um 23:32 Uhr

Ritengo che questa sia una testimonianza d'amore di una figlia nei confronti di un genitore, aver ripreso questo momento ci offre la possibilità di soffermarci a riflettere. Ci costringe a fare i conti con il tempo che passa e di come affronteremo questo passaggio, se in solitudine o con il conforto di chi ci ama. Giudicare chi fotografa non rende giustizia al momento , chi siamo noi per bacchettare o dare una pacca sulla spalla a Gianni, la bellezza e la sofferenza fanno parte dell'essere umani, chi può giudicare Salgado e i suoi reportage dall'Africa , l'amore, la gioia o la sofferenza non hanno colore e appartengono al nostro intimo, ma al contempo il condividerlo attraverso gli occhi di chi fotografa diventa un atto di partecipazione sincera , vera. Leggo ciò che vedo e dimentico ogni altra cosa, rimango a guardare la scena e resto in silenzio, per rispetto e se l'intento era quello di farci partecipare alla vita, allora dovremmo essere contenti di aver visto questa foto. Giancarlo


Santino Mineo, 4.10.2011 um 22:29 Uhr

Come promesso le foto sono state cancellate.
Santino Mineo



Centro votazioni, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

 
Questa foto è stata votata e approvata per la galleria con 82 voti a favore e 68 voti contrari. Congratulazioni, Gianni Boradori :-)


Rüdiger´s Fotoseiten..., 5.10.2011 um 1:45 Uhr

+


Vincenzo Galluccio, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

Gianni ....ti conosco da anni e so che sei "dentro" la foto,...e poi questo è il mio "pane quotidiano"..
pro



Thomas Leib, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

++++


eLLeFFe, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

ricordo sempre uno scatto....
e mi piace ricordarmelo....
e mi piace ricordarlo
quello di PRIMOEFFE.....
le randellate che preso per quello scatto dai benpensanti mi hanno avvilito....
una strega da bruciare sulla pubblica piazza.....
un REIETTO......
eppure altre...di altri dello stesso tema/valore/significato ....tutt'altro peso....
io voto PRO qui come in quella di primoeffe....
perchè bisogna avere coerenza.....
molti non l'anno avuta...
anzi non sanno neppure cosa sia
P



melkart (pepe jaime), 5.10.2011 um 1:45 Uhr

pro


Alfredo Mazzoni, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

++


fulvia menghi, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

assolutamente Contra credo che una cosa così intima non si possa "sbattere" su fc!
contraria, assolutamente contraria!



Marco Lascialfari, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

Credo faccia parte del quotidiano di ognuno di noi, basta aprire un quotidiano e c'è l'imbarazzo della scelta di scene come questa se non più forti quindi ..... a me interessa come concetto espresso.
+



Perani Adriano, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

ciao ancora una volta lo ribadisco foto unica questa signori e fotografia + + + + + + ciao


BRIGO MIRKO, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

si


Bernd Ullrich, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

+


Andrea Cosca, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

sono basito e assolutamente daccordo con Menghi! questa non è una foto di denuncia o di reportage, qui si è fotografato l'intimità senza rispetto!
chiedo all'autore, la signora in quel letto era daccordo nel farsi fotografare?oppure è uno scatto rubato!
contra



Roberto Spirlì, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

Una persona morente in un letto d'ospedale è quotidianità, mettersi in gioco in una semplice comunità di fotografi usando tale immagine lo è un po meno.


Roberto Sias, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

++++++++++


Bodil Hegnby Larsen, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

Per me vale lo stesso concetto che applicherei a chi fotografa i senzatetto o altri sofferenti per strada: Se il soggetto acconsente ad essere fotografato va tutto bene, altrimenti... sono fortemente contraria.
Io spero che quando sarà il mio momento non ci sia nessuno a fotografarmi.



Alessandro Russo, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

+


Chiara Ab., 5.10.2011 um 1:45 Uhr

A parte che c'è del rumore a colori sulla foto in bn e non capisco perchè, poi non sono contraria al fatto che si possa fotografare la sofferenza, ma sono contraria al fatto che le due persone siano riconoscibili.
C'è un pudore nel mostrarsi agli altri quando si sta male, e questo pudore va assolutamente rispettato.



Ambra Menichini, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

+


Guglielmo Rispoli, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

Intervengo ora, ho avuto il PC sconnesso.
Con Gianni da tempo pensiamo di proporre questa immagine
anche per consentire riflessioni che vadano oltre la tecnica.
La fotografia, ovviamente è una mia opinione, è anche documentazione.
E' vero, viviamo in un mondo in cui tutto deve essere colorato e solare (che è anche il mio modo personale di fotografare), ma ci sono anche i bianchi e i neri (ovviamente quelli non fotografici) che ci accompagnano nella vita e nella morte, nella difficoltà e nella sofferenza.
Parlate con i bambini di temi così grandi e sentirete quanto sono molto ma molto più avanti di noi.
Era giusto, credo, come proponente che io esprimessi la mia opinione, che certamente è piena di errori e non è un dogma.
La privacy non c'erntra anche perchè Gianni, che è persona perbene e saggia, ha premesso sia il suo intento che la sua disponibilità.
Se volete questa più che una votazione è una sorta di agorà meno elitaria.
Comunque vada è bene parlarne. Grazie a tutti dell'attenzione e serena partecipazione
Guglielmo



parsifal2rosso, 5.10.2011 um 1:45 Uhr


C



ann mari cris aschieri, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

io serenamente voto pro


Paride Pierini, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

+


Lysa Zago, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

Una immagine che sa raccontare in modo straordinario, la sensazione che si vive in quei momenti...
Personalmente, un "déjà vu" e forse, perchè già vissuta, la trovo straordinaria...
PRO!



Agim Zeqiri, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

pro


Paolo Zappa, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

+


Gianmaria Giordanengo, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

Pro


laura fogazza, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

+


fation nure, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

pro


Venta, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

PRO


Tommaso Vicomandi, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

una foto forte.... non c'è dubbio...

per una volta fatemi votare la sia persona che la foto
... mi spiego meglio.... questa è una foto che va vista nel'ambito del PREZIOSO portfolio di Gianni Boradori..... se li ci fosse un altro nome probabilmente non sarei qui a fare tanti discorsi.... avrei clickato su uno dei tre e via, avanti....
in questo caso no... guardate le altre foto di questo autore e si capirà il suo fotografare e lo spirito con cui è stato fatto questo scatto ...è questo il punto....
secondo me assoluta maestria nel rappresentare una scena difficilissima.
ed il rispetto si dirà ?? è lo stesso che si ha nel rappresentare i sentimenti umani attraverso gli occhi di un bambino o la povertà quando si fà uno scatto in centroafrica...... bisogna vedere chi, come e perchè lo fa e allora, forse, si capisce se c'è rispetto oppure no.

ultimo punto; quando guardo silenziosamente foto qui in questo sito spesso mi chiedo " l'avrei fatta io, l'avrei postata ?" bene qui la risposta è no.... non l'avrei fatta e non l'avrei postata ..... perchè non ne sarei stato capace di farla......... serenamente , nella maniera in cui l'ha fatta Gianni ed è per questo che l'ammiro ancora di più .
pro per me...... forse al di sopra della necessità di essere nella nostra galleria.
capisco che il discorso è molto difficile e soggettivo e tengo in grossa considerazione l'opinione di tutti i precedenti....



Franco Farina, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

Mah, il tema è difficile, non merita parole superficiali.
Confesso di non avere un'opinione definita sul come recepire questa immagine.
Fissiamo dei punti:
1 - la foto è seria ed ha una sua qualità intrinseca che merita rispetto, non è una foto rubata al volo, approssimativa, ma una scelta precisa.
2 - Gianni è una persona seria, non un ragazzotto alla ricerca dello scandalo da popolarità del momento (ho qualche riferimento, ma ve lo risparmio).
3 - La donna morente è una di noi, probabilmente un'italiana o almeno così la percepiamo.

Se vi chiedete cosa c'entra il terzo punto ve lo spiego subito ma con una provocazione:
"Siete" (io la penso diversamente) certi che se al posto dell'anziana che vediamo vi fosse una scena diciamo africana, o sub orientale, insomma una di quelle di cui si va a caccia quando si decide di andare in quei posti, tacendo a se stessi e agli altri che si va proprio per viaggiare temporaneamente nella sofferenza altrui per poi tornare alla propria villetta e mostrare la "selvaggina" agli amici, sorseggiando un liquorino davanti al monitor, avreste avuto la stessa reazione?
Eppure quel genere di foto, bambini con la mano tesa, vecchi sdraiati per terra, donne con le mammelle esangui scatenano ondate di consensi di sapore parrocchiale additando alla gogna le anime insensibili che non gradiscono questo metodo ipocrita di guardare ai problemi altrui ( e mai ai nostri!)
E siamo al punto: non sarà perché lo avvertiamo come "un nostro problema" che ci tocca e crea queste reazioni indignate?
Prego... a voi la parola.



Franco Farina, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

Ho un'altra cosa da aggiungere.
Premetto che ho dato skip proprio per i dubbi, e quindi le mie sono riflessioni a voce alta e non postulati su cui arroccarmi, pronto a ricredermi se leggerò cose convincenti.
Ho provato ad immaginare le circostanze della foto che tu non specifichi nei dettagli.
Presumo, Gianni, che tu ti sia trovato in un ospedale o clinica che fosse, e che la persona ritratta non sia una tua parente o conoscente, e che, guardando la grana e la scarsa qualità, si tratti di un dettaglio ingrandito.
Bene, se queste sono le vere circostanze e tu da lontano hai deciso di scattare, devo dirti che è una tua scelta.
Io non lo avrei fatto, per me la fotografia è una cosa secondaria, non avrei "premuto il grilletto", ma siamo sul personale più intimo e con questo non sto a lapidare nessuno.



Monique Leone, 5.10.2011 um 1:45 Uhr


se qualcuno (non chiunque, ma tu sicuramente Gianni) mi fotografassi così, in una qualunque delle due posizioni...
credo che sarebbe la mia foto più cara....



Carlo Atzori, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

PRO++++++++
Non è facile essere indifferenti di fronte a questa
tua foto, che io considero un capolavoro.
Quì si toccano punti molto delicati, dove l'educazione e
l'etica di ognuno di noi cambia rispetto a come è
cresciuto, a come intende la vita ed il rispetto
degli altri, alla forma di religiosità che abbiamo
dentro......è difficlle essere neutrali, sono arogmenti che
toccano corde delicate ed intime, dove ognuno ci
mette del suo....
Per me rimane una foto intensa, vera e forte, di
quelle che ti rimangono dentro, ma è solo un mio
pensiero, niente di più......
Carlo



Ciro Prota, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

....questa fotografia mi ricorda molto quella famosa del malato terminale di aids,e anche quella fece molto scalpore,anche se a livello mondiale....pubblicarla o no.Certo la sua pubblicazione mise in rilievo la causa "aids",mise in luce la reale minaccia di un male da molti sconosciuto o reso indifferente perche' marchiato come "male dei gay".....tutto questo ovviamente non ha a che fare con la fotografia di Boradori.
Ma anche l'immagine di Boradori,nel nostro piccolo,ha creato un "dibattito",uno schieramento...e a giusta ragione tanti si sono dichiarati contrari sia all'atto di fotografare la scena sia alla sua pubblicazione....dico a giusta ragione per rispetto delle ragioni,ma io vedo solo una immagine che emana un'intensita' emozionale tale da ritenerla diversa da tutte le immagini viste in questa sezione....io non vedo qualcuno che "lascia questa terra",ma solo un atto d'amore di una persona verso un'altra,e l'espressione cosi' sincera dell'infermiera mi coinvolge e mi commuove,diro' di piu'...io vedo un inno alla vita,all'amore che ci puo' essere in ognuno di noi verso l'altro,e la storia dei nostri tempi dimostra esattamente il contrario.
Si é parlato di violazione di intimita',e sempre rispettando le ragioni discusse,io sarei contento se alla fine dei miei anni qualcuno consegnasse una testimonianza simile ai miei figli o chi essi siano,ma ovviamente questo é solo il mio parere.
Nell'mmagine non vedo violenza,ripeto,vedo solo un atto d'amore,sincero,vero, perche' reso fotograficamente dall'espressione sia da chi "propone" l'amore sia da chi lo riceve.....gli occhi dell'anziana sono rivolti intensamente verso l'infermiera e sta "assorbendo" tutto l'amore possibile....
Si é parlato anche della qualita' dell'immagine.....e,sempre il mio parere,...no...in questo caso la qualita' la metterei da parte......
Rispettando tutti gli altri io dico pro.



adriana lissandrini, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

E' una fotografia molto forte e straziante, che molti di noi ha vissuto in prima persona nei panni della più giovane amorosa, premurosa e addolorata assistente, che pure io io non avrei mai avuto il coraggio di carpire.
Fa riflettere sul dolore, sulla malattia, sull'ultimo stadio della vita, nel quale è molto importante avere tanto affetto vicino, ma nella quale in fondo si è soli di fronte ad un grande mistero. Credo anche io che in questi casi ed in molti altri sia importante conoscere e stimare chi l'ha scattata, la sua serietà, per poter intuire cosa l'abbia spinto a fermare questo attimo, il suo coinvolgimento e il messaggio che vuole inviare.
Sul voto sono molto incerta, come spesso mi accade e ci voglio riflettere, per ora è skip



isabella bertoldo, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

pro


Aneta Kwiatkowska, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

pro


patrizia gasparini, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

leggo qui sopra l' intervento di Ciro Prota ed e' esattamente il pensiero che ho avuto io : nn c'e' voierismo in questa foto, c'e' solo la rappresentazione dell' attenzione, della premura, dello zelo che puo' avere una persona " sana" nei confronti di una vecchietta ( e' questa la parola) che puo' stare in certe condizioni ( vedi sondino)' anche anni,,nutrita artificialmente x sopravvivere,,,( riguardo a questo argomento avrei troppe cose da dire ma mi fermo qui,,,,
tornando alla foto di Gianni, come avevo gia' commentato alla sua uscita, n cambio di una virgola quello che penso e nonostante la carenza tecnica , approvo al cento x cento questa foto che nn e' CRUDA ma vera e sincera e coraggiosa,,,,soprattutto una VERA FOTO,,,,,
pro



carla ippoliti, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

+++


e pasquinelli, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

Da votare qui e in parlamento. PRO. Grande Gianni.


massimiliano scoccione (MAX-PARKER), 5.10.2011 um 1:45 Uhr

una foto che tocca la parte piu' profonda dell'anima di chi.........ha un anima!


Carlo Pollaci, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

Foto "nuda": senza alcun filtro racconta un momento della vita (forse l'ultimo).
E' evidente il rispetto profondo del fotografo nei confronti dei soggetti ritratti. Molto forte il senso della "pietas" che pervade la scena.
Notevole il rigore formale della foto (che s'immagina scattata in condizioni "proibitive" e con Iso altissimi): a me vengono in mente tanti rimandi storici, a partire da "La morte di Marata" (J.L. David) fino alla "veglia funebre" in "Villaggio spagnolo" di W. Eugene Smith.
Dal punto di vista tecnico, è giustificabile la scelta di non rimuovere il "rumore" a colori, praticamente la trama del sensore (al riguardo mi permetto comunque di suggerire una più compiuta conversione in scala di grigi, ed eliminerei il pixel "bucato" sulla spalla sx della donna).
Assolutamente
Pro.



Mattia Sacco, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

Un Caravaggio contemporaneo. PROPROPRO


Gianni Boradori, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

Chi ha letto la didascalia scritta al momento dell'invio della foto in questione avrà notato che il dilemma se riprendere questa drammatica situazione prima e successivamente postarla era stato vissuto in prima persona dal sottoscritto.
Mi sono reso anche disponibile ad una eventuale cancellazione dell'immagine, proprio per non volere offendere la sensibilità di chi non approvava.
Daniela Pasquetti mi ha espresso con la sua tipica franchezza le sue perplessità, tutti gli altri mi hanno incoraggiato a lasciarla con varie motivazioni, sottolineando i ricordi che suscitava in alcuni di essi.
Da anni racconto la vita per immagini, uso poche parole e fotografo, instancabile osservatore della vita che mi circonda cercando l'ironia,la commozione,la gioia, il dolore perchè tutto questo fa parte dell'esistenza umana.
Sono una delle tante tessere che compongono l'enorme mosaico dei fotografi e l'istinto mi porta a catturare tutto ciò che colpisce la mia attenzione e mi emoziona.
A mio modo di vedere la "pietà e l'addio" non è una foto scandalistica o di denuncia, il titolo doveva essere una anticipazione che lo conferma e che metteva l'osservatore sulla mia stessa lunghezza d'onda.
Ho cercato di fermare in una frazione di secondo, con tutti i difetti tecnici possibili immaginabili, un momento di forte intensità per condividerlo con i frequentatori di questa community, come viene fatto per i tramonti di Gae,le cavallette di Storai, i nudi di Giorgetta, e le prostitute di Fulvia.
Stabilire un confine netto tra cosa fotografare o meno mi pare cosa praticamente impossibile e lo dimostra il fatto che quotidianamente davanti ai nostri occhi passano immagini che volte non vorremmo fossero mai state scattate.
Mi identifico totalmente con il concetto espresso da Ciro e da chi la pensa come lui, sono confortato dalla visione di commenti che mi incoraggiano nella mia scelta e nella passione fotografica e soprattutto ne riconoscono l'impegno.
Rispetto comunque tutte le considerazioni apportate da chi garbatamente partecipa a questa discussa votazione



RUFFINI SILVANO, 5.10.2011 um 1:45 Uhr

...............PRO ..............


Luca Di Muzio, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

-


Bertolini Arturo, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Abbiamo tanti esempi di "disaggi umani", agonie e morti, raffigurati nei musei, in piazze o in chiese, pitture, sculture esposte al pubblico...perchè no in Fotocommunity e in galleria?
Solo per il fatto che questo scatto, tra l'altro molto intenso e straordinario, consenta queste interessanti riflessioni, secondo me lo porta ad essere considerato da galleria.
Pro



Rosalba Crosilla, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Per me no: è oltre il limite del concesso, per me.


Santino Mineo, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Suscitare:" "
queste situazioni le conosco benissimo, e fin dall'età di 7 anni ho visto con i miei occhi i miei cari nonni andarsene così.
Prima di dare la mia opinione ho visto un pò dei tuoi tanti lavori.
Foto malinconiche gioiose di riflessioni d'amore ecc, insomma un pò di tutto,ma principalmente molti lavori intrecciati da una comune storia.
Mi meraviglio per Rispoli data la sua maturità e sensibilità di aver avuto un coraggio simile a proporre per la galleria questa foto.
Non capisco questa foto nel tuo portfolio e di conseguenza l'accettazione per la galleria.
Io non ti conosco e non mi permetto di giudicarti o sentenziare bruscamente.Credo ch tu lavori in ospedale e che la persona da te ripresa (momento) possa essere una tua cara conoscente nonchè una tua parente.
Spero l'ultimo caso.Ma anche se fosse cosi quale motivazione ha portato un uomo ha stipare con se con un click questo momento.
La compattina con le luci soffuse non ha fatto raggiungere quei fotoni necessari a rendere qualitivamente questa foto.Non voglio minimamente pensare che sia una foto pensata e con la complicità della collega infermiera aver messo in scena il tutto.
No non voglio pensarci!!!
Qualcuno ha fatto paragoni con altre foto di indiscussa professionalità e spessore, ma qui francamente credo che sia da toglierla e conservarla per se questa foto.

Una release è stata rilasciata alla famiglia del degente?i familiari sono a conoscenza?.
Quando di mezzo cè la sensibilità dell'essere umano io non posso starmene calmo.
Scusami e scusate lo sfogo ma credo che la sincerità non puo' fare che bene invece di trincerarsi dietro un click da ipocrita.

Santino Mineo.



Renato Orsini, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

vi chiedo...
chi di voi gradirebbe trovare sul web una foto di un proprio caro in agonia e magari ad un passo della morte?
io non lo gradirei affatto.. queste situazioni rientrano nel nostro intimo più profondo e come tali vanno trattate e gestite..
mio parere naturalmente



Max Giorgetta, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

In primis, che a me ora della galleria di FC non me ne frega più niente, voto solo pro a immagini di alto livello tecnico, tutto il resto è noia, tanto la galleria è piena di foto inutili, per cui una in + o in - non sò cosa cambi.
Premesso ciò, faccio solo un'appunto-precisazione:
io mi trovo spesso davanti immagini di reportage violento, che vengono scartate dalla pubblicazione su quotidiani perchè troppo forti, e poi altre molto più forti pubblicate e che vincono premi molto importanti.
Quindi la quotidianità, anche se violenta, è pur sempre la realtà, valutare un'immagine se debba essere esposta in una galleria (di un portale ristretto a poche persone), anche se di minore importanza, non dipende da ciò che mostra ma cosa trasmette, e questa immagine ne trasmette di sensazioni, e sfido chiunque ad affermare il contrario, poi ognuno può pensare ciò che vuole, ma questo è IMHO.



b. monica, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

scriverò qui una sintesi di quel che schiettamente ho già scritto personalmente a gianni, in uno scambio denso di stima, rispetto e affetto reciproci, quelli di sempre.
non aderisco in modo totale a nessuna posizione contrapposta in sè e per sè. perchè in ogni occasione di confronto acceso, la mia mente scandaglia "in automatico" una sorta di riconciliazione interiore tra le parti. ed ogni parte qui, anche la più estrema, ha in sè ragioni che io comprendo ed anche condivido. quel che penso però è che una foto non debba esser giudicata come "giusta" o "sbagliata" in assoluto, ma anche e soprattutto rispetto al contesto in cui viene collocata e l fine per cui viene proposta.
in questo caso, quel che da un lato è intensa documentazione di verità, dolore, compassione e dall'altro è furto, invasione, indelicatezza, non vorrei fosse posta in una votazione.
mi chiedo: di questo scatto, che cosa mi si chiede di votare? e non trovo risposta. e infatti non voto. nè skippo. lascio solo il mio modesto pensiero.
è un documento che invece, se visto ad esempio in un reportage articolato a temi, o come contributo singolo alla sensibilizzazione dell'animo umano, guarderei incantata, riempita dalle dure ma anche dolci emozioni che mi trasmette.
un solo appunto veramente critico, di cui ho anche argomentato con gianni in modo trasparente, che viene anche dalla mia personale e recente esperienza di vita: tre mesi fa mi trovavo in un letto di ospedale, attaccata a tubi di ogni genere, il corpo ferito dalle cicatrici, il viso contratto dal dolore. beh, avrei voluto sapere e potermi esprimere sulla realizzazione e divulgazione della mia immagine, colta in quel mio frangente così delicato ed intimo. per magari dire sì, ma scegliendo consapevolmente.
lo scrivo, anche se le mie parole sembrano di grande durezza, perchè tutti noi "fotografi", me per prima, non dobbiamo mai dimenticarci di essere comunque già dalla parte del torto ogni volta che utilizziamo pubblicamente un'immagine di persone che non ci hanno autorizzato, a prescindere dalla situazione in cui si trovano nello scatto.
con queste parole mando a gianni un abbraccio, capendo fino in fondo il suo travaglio interiore nel scegliere prima se scattare la foto, ora se lasciarla in votazione. e rispetto profondamente la sua posizione, ribadita nelle sue parole di stamattina qui sopra, perchè è comunque frutto di riflessione e confronto con altri punti di vista.
ciao, monica



Santino Mineo, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

@Becucci
Che senso ha....
Dov'è la cosiddetta etica professionale.
Che senso ha!!!
Qui poteva avere un 500 come un 35mm,ma prima di tutto bisogna avere un senso a qualsiasi click.



Carlo Pollaci, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Due precisazioni (tutto sommato ininfluenti per il dibattito):

1) @Antonio S.: non ho affatto detto « che il rumore a colori è dovuto all'ingrandimento dell'immagine ». L'intervento di Roberto B. è chiarificatore e mi da conferma dell'idea che già mi ero fatta;

2) @Santino, nel caso dei "paragoni" fatti da "qualcuno", a mio parere, non è che "l'indiscussa professionalità e spessore" sia di per se sufficiente a giustificare qualunque scatto. Se ti documenti meglio su W.E. Smith (da me amato) scoprirai che non era uno che ci andava poi tanto per il sottile nei suoi meritatamente famosi reportage. In questa foto, a mio avviso, c'è discrezione e garbo nel riprendere nonché grande rispetto per la dignità umana in misura almeno pari (se non superiore) all'esempio che ho citato.



Antonio Persano, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Una testimonianza profonda, delicata. La finta robustezza di chi assiste, consapevole del fatto che non ci si abituerà mai e lo sguardo di speranza... credo... forse di riconoscenza di chi sta per concludere il suo ciclo. Non vedo "crudo reportage". Vedo la testimonianza di qualcosa che, nella vita, forse toccherà vivere a tutti noi... ambedue i ruoli. So cosa significa. E pagherei per avere una immagine che mi regali quella riconoscenza che oggi tengo stretta a me con una memoria che prego non mi abbandoni mai.
Un grande lavoro, che ci obbliga ad assumerci le nostre responsabilità.... cosa che molti non amano fare.
PRO+++++++++++++++++++++++



mike snead, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

pro


Chiara Ab., 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Voglio dire una sola cosa: se io vedessi qui una foto di mia madre o di mia nonna o mia o di qualche altra persona cara ritratta in un momento come questo da un qualsiasi sconosciuto, non mi importerebbe affatto di sapere se il fotografo è sensibile o cinico o voyeur, diventerei una belva e mi sentirei profondamente turbata e privata del diritto di tenere per me un'immagine così riservata.
Quanto al voto per la galleria, mi sembra che oltre a queste considerazioni, la qualità dello scatto non meriti tale riconoscimento.



Maria Vittoria Tombesi, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

pro +++++


Chiara Ab., 5.10.2011 um 1:46 Uhr

No, Carla Rho, non sono daccordo. Qui non si tratta del fatto che la persona sia in punto di morte. Io non vorrei essere fotografata quando sto male, quando faccio i fatti miei, non vorrei essere fotografata mai se non quando io, io sola, concedo ad un altro questo permesso.
Adesso, ad andare ricoverati in ospedale, oltre a tutti gli altri disagi, cè pure da temere di venir fotografati da qualche sconosciuto in cerca di sensazione!
Per quanto mi riguarda, e facendo riferimento a quanto scritto dallautore: Mi auguro che questo lavoro non urti la suscettibilità dei difensori ad oltranza della privacy, nel qual caso sono prontissimo a cancellarlo dal sito, questa foto deve essere cancellata. Io mi sento urtata.



Renato Orsini, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

concordo in pieno con Chiara.
mi riporto alla mia domanda iniziale... chi vorrebbe sbattere l'agonia di un suo caro nel web??
@ Carla viviamo nella civiltà occidentale e ritengo che su questa dobbiamo misurarci.



Santino Mineo, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

@Carlo
Non mi riferivo a te.
E cmq Carlo visto che hai citato "un grande", quello rimane sempre un professionista.



maria teresa mosna, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Ho vissuto questi momenti due anni fa e non avrei gradito questo scatto, parere personale e ovviamente discutibile. Siamotutti diversi e quindi liberi di proporre e di conseguenza di votare
S



Enrico Doria, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

di foto strazianti ne sono pieni gli archivi.... perchè di cose da fotografare, emblemi della debolezza, crudeltà o fallimento dell'essere umano ce ne sono... non credo sinceramente che il malato sappia di essere fotografato, dunque la questione si restringe soltanto alla pura fotografia... Non so se avrei scattato una immagine simile... dovrei provare ad essere li con la macchina fotografica.. dico soltanto che tutti quelli che hanno la passione per la fotografia, (specialmente reportage) oltre ovviamente i professionisti, cercano in continuazione immagini che "restino", forti, piene di storia o semplicemente di cui parlare....
ecco questa foto è una di quelle....
PRO



Canan Oner, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Pro


uhunachdemwaldbrand, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

wow !!!
pro !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Vincenzo Galluccio, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Provo a dire la mia, in punta di piedi e chiedendomi: cosa sarebbe la vita senza la morte? La morte ci induce in contraddizione, così mi spiego questo nostro dimenarci tra parole e fotografia. Molti hanno ragione, ma la cosa più bella lha scritta Monique Leone:separiamo, se possibile, leffettivo dallaffettivo e così facendo, potendo entrare nel mondo delle cose che accadano, prescindendo dalla misura (colma) dei nostri obiettivi, possiamo accorgerci dello sguardo misericordioso che pervade la fotografia di Gianni. Non la sofferenza dellanziana donna, ma la certezza della cura caritatevole rendono speranza alla nostra paura di morire con sofferenza. Per una volta lasciamo la dolcezza delle nostre emozioni e assaporiamone lamarezza del lato meno umano. I care....è questo.


carlo negri, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

il 6 agosto ho visto mia cognata,giovane, morire tra indicibili sofferenze causate dal male incurabile. Dolore sino all'ultimo istante,morfina senza più effetto,rantolio e occhi girati.
Ma quello era il momento intimo della Sua vita che andava a finire,non avrei mai fotografato quell'istante ne avrei mai permesso ad alcuno di scattare una foto.
SKIP



Falko Sieker, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

PRO!


Wolfram Pesla, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

+++


Santino Mineo, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

ma che cosa state dicendo.
@Carlo
Smith scrisse: "Bisogna rendersi conto che la fotografia è la più grande bugiarda che ci sia, complice la convinzione che essa ci mostri la realtà così com'è". E scrisse anche: "Il fotogiornalismo, a causa dell'enorme pubblico a cui arrivano le pubblicazioni che se ne servono, influenza le idee e l'opinione pubblica più di ogni altro ramo della fotografia, per cui il fotografo-giornalista deve avere (oltre all'indispensabile padronanza dei mezzi) un forte senso dell'onestà e l'intelligenza per capire e presentare il suo soggetto opportunamente". Dall'atteggiamento di fondo che queste due frasi sottendono si capisce perché, spesso e volentieri, Smith avesse costruito le sue immagini, disponendo i soggetti in un certo modo, o arrivando alle stampe finali con robusti interventi di camera oscura, esponendo insieme negativi diversi, mascherando e bruciando fino all'eccesso, continuamente reinquadrando e tagliando i negativi. Rifiutando in toto l'idea che una fotografia potesse costituire una oggettiva e autentica rappresentazione del reale, Smith ambiva a rappresentare invece la verità nella sua essenza, come lui (artista) la percepiva: "bisogna osservare e sentire ciò che ci circonda e interpretarlo, traducendolo in un lavoro finito". E dunque, se necessario aggiustava "la realtà per farla aderire meglio alla verità". Le immagini risultanti sono magnifiche e probabilmente più rappresentative: dunque lo scopo finale è raggiunto, e poco importa sapere che, nella realtà, quel carretto di buoi o quel contadino erano stati disposti in quel modo dal Smith stesso. Egli aveva "visto" un'immagine che ci raccontava un villaggio spagnolo o una comunità di minatori gallesi, e l'aveva realizzata: una splendida immagine, formalmente eccelsa e di elevato potere documentativo. Obiettivo dunque raggiunto, tutto il resto è contorno evanescente che svanisce dopo poco; le foto di W.E. Smith, invece, restano.




Ciro Prota, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

?


Nicola Neto, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

PRO...


Chiara Ab., 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Per Carla Rho:
Ci sono foto di paesaggi, di tramonti, di luci e ombre che provocano forti sensazioni ed emozioni, così come ci sono foto di sofferenza, di dolore, di denuncia che stimolano a pensare o a guardarsi dentro pur senza violare lintimità e la privacy che sono innegabili diritti. Dipende dalla bravura del fotografo. Più bravo è il fotografo, meno ha bisogno di cercare foto esplicite.



Massimo Carolla, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Questa fotografia tocca corde troppo delicate, se da un lato ha il pregio di evocare nobili sentimenti e di ricordare a tutti noi momenti difficili come quello rappresentato dall'altro ci fa' sentire turbati nell'immedesimarci in quella persona ripresa e pubblicata a sua insaputa. Ritengo che dovremmo avere in casi del genere la sensibilita' di non divulgare cio' che e' piu' intimo e privato. Per quanto mi riguarda non sono certo, trovandomi nella stessa situazione di Gianni, se avrei scattato questa fotografia...Sono certo pero' che anche se l' avessi scattata non l'avrei mai pubblicata. Questo non significa nascondere la testa sotto la sabbia , di immagini piu' crudeli se ne vedono a bizzeffe.. non significa nemmeno non voler riconoscere anche quella realta' che appartiene al genere umano da che mondo e' mondo...ci sono reporter, giornalisti - fotografi che hanno affrontato questo aspetto cosi difficile piu' o meno professionalmente...Ecco vedi Gianni , sarebbe diverso se questa fotografia l'avessi scattata seguendo un progetto ben preciso , se fosse un tassello di un mosaico piu' ampio.... , mi viene in mente Giacomelli e le sue fotografie nell'ospizio a contatto con gli anziani in attesa della morte.
Viene citato Eugene Smith , come non ricordare la fotografia di quella ragazzina malata tra le braccia amorevoli della madre ? Ebbene lo stesso Smith, dovendo documentare la tragedia di tante famiglie che avevano avuto casi simili a causa dell'inquinamento da mercurio, chiese il permesso di farle alla madre che, sapendo a cosa erano destinate quelle immagini, acconsenti' senza indugi. In un reportage studiato concordato e realizzato un immagine come la tua avrebbe tutt'altro senso e il racconto e la testimonianza grande valore umano. Mi permetto di citare un fotografo sperando non me ne voglia, Luca Forno, il quale si e' trovato a dover documentare scene altrettanto difficili e forse ancor piu' strazianti , come dei bambini allo stadio terminale in reparti di oncologia pediatrica..Ebbene se lo ha fatto ha presentato un progetto, e' stato presentato, ha potuto svolgere quel compito con il consenso degli interessati, non e' capitato per caso.....Mi dirai e molti saranno d'accordo con te che la realta' del nostro vivere e' anche questa e come fotografi possiamo dobbiamo documentarla, ebbene siamo certi che tutti avremmo la sensibilita' e il rispetto che necessita verso queste persone ? Tu certamente dato che ti conosco ce l'hai e ne sono compiaciuto ma sono convinto che se lasciassimo cadere anche questo freno, come gia' citato da qualcuno, ci ritroveremmo gente armata di tutto punto dall'i-phone alle compattine alle reflex andare a caccia dello scatto che piu' fa' scalpore e questo credo lo sai bene anche tu.....Concludo questo mio intervento con le parole di Ando Gilardi tratte dal suo libro " Meglio ladro che fotografo" parole in cui mi riconosco pienamente:

Non fotografare..

Non fotografare gli straccioni, i senza lavoro, gli affamati. Non fotografare le prostitute, i mendicanti sui gradini delle chiese, i pensionati sulle panchine solitarie che aspettano la morte come un treno nella notte.
Non fotografare i neri umiliati, i giovani vittime della droga, gli alcolizzati che dormono i loro orribili sogni. La società gli ha già preso tutto, non prendergli anche la fotografia. Non fotografare chi ha le manette ai polsi, quelli messi con le spalle al muro, quelli con le braccia alzate, perché non possono respingerti.
Non fotografare il suicida, l'omicida e la sua vittima. Non fotografare l'imputato dietro le sbarre, chi entra o esce di prigione, il condannato che va verso il patibolo.Non fotografare il carceriere, il giudice e nessuno che indossi una toga o una divisa. Hanno già sopportato la violenza, non aggiungere la tua. Loro debbono usare la violenza, tu puoi farne a meno.
Non fotografare il malato di mente, il paralitico, i gobbi e gli storpi. Lascia in pace chi arranca con le stampelle e chi si ostina a salutare militarmente con l'eroico moncherino.
Non ritrarre un uomo solo perché la sua testa è troppo grossa, o troppo piccola, o in qualche modo deforme. Non perseguitare con il flash la ragazza sfigurata dall'incidente, la vecchia mascherata dalle rughe, l'attrice imbruttita dal tempo. Per loro gli specchi sono un incubo, non aggiungervi le tue fotografie.
Non fotografare la madre dell'assassino e nemmeno quella della vittima. Non fotografare i figli di chi ha ucciso l'amante, e nemmeno gli orfani dell'amante. Non fotografare chi subì ingiuria, la ragazza violentata, il bambino percosso. Le peggiori infamie fotografiche si commettono in nome del "diritto all'informazione ".
Se è davvero l'umana solidarietà quella che ti conduce a visitare l'ospizio dei vecchi, il manicomio, il carcere, provalo lasciando a casa la macchina fotografica. Non fotografare chi fotografa: può darsi che soddisfi solo un bisogno naturale.
Come giudicheremmo un pittore in costume bohémien seduto con pennelli, tavolozza e cavalletto a fare un bel quadro davanti alla gabbia del condannato all'ergastolo, all'impiccato che dondola, alla puttana che trema di freddo, ad un corpo lacerato che affiora dalle rovine ? Perché presumi che il costume da free lance, una borsa di accessori, tre macchine appese al collo ed un flash sparato in faccia possano giustificarti ?"

con affetto e immutata stima, Massimo



Gianni Boradori, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

PREGHEREI TUTTI, VISTO CHE LA SITUAZIONE SI STA SCALDANDO DI INTERVENIRE ESCLUSIVAMENTE SULLA FOTO IN QUESTIONE, RIMANDANDO AD ALTRO MOMENTO E LUOGO OGNI DIATRIBA PERSONALE E PRIVATA
GRAZIE



Renato Orsini, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

apprezzo molto l'intervento dell'amico Massimo.
un abbraccio Massimo!



Santino Mineo, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Be ragazzi non voglio più intervenire con citazioni e stralci di parole di artisti....

Voglio chiedere direttamente a Gianni Boradori un'ultima cosa.
Rispondi a questo.

Quando le fotografie di persone non sono scattate per uso personale ma vengono utilizzate per essere pubblicate in concorsi, mostre, pubblicazioni, internet o per qualsivoglia altro uso pubblico, è necessario che il fotografo si faccia rilasciare una LIBERATORIA detta anche release in inglese.
Si tratta di una dichiarazione scritta con la quale il soggetto autorizza la pubblicazione della propria immagine.
La LIBERATORIA va stilata in duplice copia, l'originale sarà conservato dal fotografo, l'altra copia dal SOGGETTO ripreso.Converrà che ne teniate qualche copia in bianco nella borsa fotografica in modo di averla a disposizione all'occorrenza.
La LIBERATORIA non è richiesta nel caso di persone note (politici, attori, cantanti) o anche di persone non note che siano riprese nel corso di pubbliche manifestazioni o comunque in situazioni che possano essere considerate di pubblico dominio.Più esattamente la legge di riferimento per questi argomenti è la n. 633 del 22 aprile 1941 (G.U. del 16.07.1941 n.16 e successive modifiche) che regola "la protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio".

Questi i tre articoli fondamentali che ogni fotografo (professionista o dilettante che sia) deve assolutamente conoscere:

ART 96 - Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio, senza il consenso di questa, salve le disposizioni del secondo, terzo e quarto comma dell'art.93

ART 97- Non occorre il consenso della persona ritratta quando la riproduzione dell'immagine è giustificata dalla notorietà o dall'ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici e culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.
Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l'esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all'onore, alla reputazione o anche al decoro della persona ritratta.

ART.98- Salvo patto contrario, il ritratto fotografico eseguito su commissione può dalla persona fotografata o dai suoi successori o aventi causa essere pubblicato, riprodotto o fatto riprodurre senza il consenso del fotografo, salvo pagamento a favore di quest'ultimo, da parte di chi utilizza commercialmente la riproduzione, di un equo corrispettivo.
Il nome del fotografo, allorchè figuri sulla fotografia originaria, deve essere indicato.
(omissis...).



Guglielmo Rispoli, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

I bambini davanti alla TV vedono di tutto
nessuno o pochissimi sono pronti a prevenire, educare, preparare
I bambini selezionano, interiorizzano, capiscono, escludono, imparano, crescono,
Nella loro paura di diventare grandi fingono anche di credere che la bandiera Italiana è bella e perfino che gli articoli della Costituzione si realizzeranno a partire magari dal ripudio vero della Guerra o da un paese che costruisce lavoro prima che ricchezza,
ma intanto i BAMBINI crescono e vedono morire i bruchi, le api, le mosche, le lucertole,
a volte perfino i cani, i gatti, i criceti
si interrogano, rifletto, piangono
e continuano a crescere convivendo anche con momenti di tristezza e di dolore che non sempre è possibile capire
a volte, anche con il nasino schiacciato sul vetro non capiscono perchè un altro bambino chiede l'elemosina mentre lui poco prima ha fatto i capricci per un portapaestelli nuovo
da grande forse imparerà a fregarsene, io spero che non avvenga mai questa forma di maturazione
...... grazie dell'attenzione ....... buon prosieguo.....



Renato Orsini, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Guglielmo scusami, tutto ciò che scrivi è vero e giusto.. ma non mi sembra pertinente con la problematica su cui si dibatte....


Gianni Boradori, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

La mia risposta al quesito postomi da Santino è molto più in basso, ci sono delle foto e non si poteva inserirla nella pagina della votazione
Gianni



fulvia menghi, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

ciao Gianni, leggo e rileggo tutti gli interventi con opinioni e visioni diverse, il mio primo secco intervento su questo scatto delinea una mia idea ben precisa, mi spiego meglio
una foto da non fare, per me, se non finalizzata ad un progetto ben preciso, questa foto non fa parte di un reportage dove si fa una denuncia per portare alla luce qualcosa a noi sconoscuita, qui manca il vero contatto umano, come tu scrivi nel tuo intervento sotto la foto,


- La ragione per la quale mi sono trovato in questa situazione è molto semplice: basta andare la Domenica mattina a fare i soliti scatti in centro e successivamente andare a far visita ad una persona all'ospedale per riaccompagnare mia moglie a casa.
Se si ha ancora con se la fotocamera e se nella stessa stanza ci sono degenti e familiari che con il loro parlare coprono il rumore dell'otturatore, senza avvicinare la Nikon agli occhi e cercando di mirare approssimativamente il soggetto......è possibile ottenere questo scatto.
Ma è ance vero che si devono superare,come già detto, le ovvie perplessità iniziali ed aver fortuna di riprendere quello che interessa.Ecco perchè è improbabile che mi ricapiti ancora...... "

bene: tu dici improbabile che mi ricapiti ancora è proprio questo che non capisco!
hai rubato l'intimità di un momento che non ti appartiene, di una donna a te sconosciuta,

e ancora: il loro parlare coprono il rumore dell'otturatore e chiedo ancora perchè?
forse, e dico forse,avrei accettato che questo tuo momento e l'emozione che ti ha fatto fare click fosse rimasto un tuo arricchimento personale di chi ama la fotografia, senza voler stupire
caro Gianni con tutta la stima pur non conoscendoti personalmente,

condivido in pieno le parole di Bodil, io non vorrei mai e poi mai che qualcuno mi fotografasse a mia insaputa quando arriverà questo momento .
Ti chiedo ancora, avresti mai fotografato tua mamma in quel letto di ospedale, per poi metterla come testimonianza su un portale di fotografia amatoriale?
fulvia




b. monica, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

rifletto molto in questi giorni su questo dibattito, anche privatamente con amici. e ringrazio questa riflessione per come mi stimola e mi fa trovare anche posizioni diverse personali come "fotografa", confrontandola con quelle anche diverse di altri.

torno, spero non annoiando, sulla mia recente esperienza. nel mio computer c'è una foto praticamente identica a questa. io nel letto d'ospedale, un tubo verso la macchina della morfina, due tubi verso le flebo, due tubi che pompano sangue fuori dal mio torace, una fasciatura che copre una ferita chirurgica dall'orecchio e giù giù per il collo fino alla clavicola, il viso gonfio di cortisone e contratto. accanto a me yvonne, splendida e sempre sorridente infermiera, affezionata a me tanto da passare a parlarmi in ogni sua occasione possibile. la foto è stata scattata da una persona a me cara, quindi col massimo dell'affetto pensabile, per essermi poi consegnata con un "è tua".
solo a scrivere-descrivere questo, adesso, io lacrimo e quella foto io ancora non la riesco a guardare, 3 mesi dopo. la mia mente fatica nel ricontattare ora, per me troppo presto, quel momento di dramma, in cui mi sono sentita altro da chi sempre sono e brutta, anche semplicemente solo molto brutta.
gianni, ti chiedo: COSA FARESTI, se trovassi questa mia foto, fatta invece da un estraneo e pubblicata in fc a mia insaputa e messa in votazione, sapendo quel che ho appena scritto sopra di me, della mia impossibilità emotiva, mia, tutta mia, di guardarla, ancora oggi? io so precisamente quel che vorrei tu facessi e so che se tu non lo facessi non saprei più come guardarti da lì in poi, per non avermi difeso, per affetto e rispetto di me e del mio dolore, non più fisico ma emotivo.

e da questi miei pensieri deriva una più precisa ridefinizione dei miei personali limiti etici nel fotografare, che mi ha portato a rivisitare il mio portfolio fotografico qui in fc e ad eliminare immediatamente 5 scatti, olte che, appena ne avrò tempo, magari anche altri.
da un lato rea confessa del fatto che, amando il genere street, non mi procaccio ogni volta la liberatoria di legge, dall'altro più consapevole ora della delicatezza della questione al di là dei termini di legge, ho pensato di darmi questo "regolamento" interiore: lascerò pubblici solo gli scatti in cui, pur senza liberatoria, "credo con sufficiente probabilità" che la situazione che si è creata nel mio scattare o la situazione fotografata anche ad insaputa, non ha messo le persone, al momento dello scatto o non le meterebbe ora guardandolo, in disagio emotivo. un criterio ovviamente del tutto soggettivo, ma che rispecchia una posizione che io sento sufficientemente etica, per me, a metà strada cioè tra l'estremo ed insostenibile "fotografo esclusivamente quel che è autorizzato scritto" e l'altrettanto estremo ed insostenibile "ho il diritto di fotografare tutto quel che voglio".
qui la domanda che ti farei gianni è: per la situazione che hai vissuto lì al momento di quel tuo scatto, CHE PROBABILITA' SENTI DI AVERE CHE LE PERSONE INTERESSATE SIANO SERENE NEL GUARDARE LA FOTO ORA E NELL'ACCETTARNE LA PUBBLICAZIONE?
se hai una tua risposta interiore ad alta probabilità, lasciala. altrimenti ritirala.
sempre con stima ed affetto ti scrivo questo, consapevole della diversità dei nostri reciproci punti di vista e dell'inevitabilità, con temi così grossi, di esprimere opinioni molto nette e forti.
ti abbraccio, ciao monica



Gero Merella, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Avendo molta stima di Gianni ci terrei a dire la mia opinione.
Trovo difficile fermarsi alla foto.
Penso che guardando la foto ognuno di noi o almeno questo è l'effetto che fa a me venga catapultato in prima persona in quella situazione.
Gianni esprime il dubbio più grosso che sta nel momento dello scatto.
Anche questa cosa ci catapulta in prima persona in quell'attimo.
Io sicuramente non avrei mai scattato,non rientra nel mio modo di vedere la fotografia.
Forse (e qui mi ricollego al discorso dell'essere catapultati in prima persona) ho solo un bruttissimo rapporto con la morte, con la malattia e con la vecchiaia e questo mi costringe a evitare il più possibile certe situazioni.
Forse sono uno di quelli che si volta dall'altra parte.. uno di quelli che quando fanno i documentari sul bimbi che stanno male cambia canale.
Non mi vergogno ad ammetterlo ma la trovo,per quanto mi riguarda una sofferenza inutile.
La foto è una di una tenerezza infinita e nello stesso tempo dura, mi catapulta nel passato e purtroppo anche nel presente con una efficacia immediata.personalmente non riesco a guardarla più di pochi secondi.
Mi scava troppo dentro e questa è la forza di questo scatto che io non avrei mai fatto ma è sicuramente una foto che ho spesso davanti agli occhi e che ho scattato senza macchina fotografica.
Di sicuro so che non vorrei essere ritratto così per lasciare una foto di questo tipo ai miei figli.
Questo non lo vorrei per i motivi che ho spiegato prima e Non lo vorrei perché alla fine sarebbe questo il ricordo che lascerei di me e non sarebbe ne giusto ne vero.
Il voto in galleria non ha alcuna importanza.



Gianni Boradori, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

Buongiorno Fulvia,
la mia grande passione fotografica non mi permette, per esercitarla, di avere libero accesso in ambienti dove normalmente un non professionista può entrare con una fotocamera al collo.
La situazione che si è determinata con l'immagine in questione è casuale e non ho mai nascosto a nessuno proprio perchè non mi piace ingannare nessuno su come sono andate le cose.
Non ho avuto perplessità a scattare questa foto pur sapendo che i soggetti interessati avrebbero potuto reagire malamente, mentre ho avuto riserve se pubblicarla o meno, tanto che (anche questo ho scritto ma non viene citato) mi sono offerto di cancellarla immediatamente qualora avesse recato disturbo.
Adesso è tardi.

Quello che viene fuori dagli interventi che si leggono su questa votazione è molto diverso (non dico ingiusto) da quanto emerso allora.
A parte Daniela, alla quale ho spiegato come era andata la cosa, tutti gli altri non si sentivano scandalizzati da questa immagine che è vero entra nella sfera delicata e privata di due persone ma che non racconta gli orrori ai quali fa riferimento Massimo Carolla quando cita Ando Gilardi.
Quest'ultimo scrive cose di grande sentimento con bei concetti,ma l fotografia non può essere solo bei tramonti,cormorani, paesaggi, ed un fotografo sensibile non rinuncia a riprendere il sorriso di un bimbo o un gesto di tenerezza verso una persona che soffre.

Ma tu sei proprio convinta che avresti apprezzato di farti riprendere a far marchette sulla Domiziana? Anche perchè il tuo forte e ben fatto reportage serve più a te per darti visibilità che alle "ragazze interrotte" a cambiare mestiere.

In molti, io tra i primi si sono complimentati per il tuo lavoro,in pochi si sono soffermati sulle condizioni di vita di loro e altre mille come loro.

Non ho mai pensato di fare scoop con questa fotografia; l'ho vista e ho visto cosa si dicevano queste due persone senza parlare.Se avessi assistito ad una medicazione o ad un atteggiamento di sofferenza come è capitato alla cognata di Carlo Negri non mi sarebbe passato per la testa di riprendere la scena, mi sarei allontanato in tutta fretta.
Qui la situazione è stata totalmente diversa.

Sono in tanti che hanno capito e che mi stanno manifestando solidarietà.
Quindi non ci possono essere,a mio avviso posizioni estreme e ne le mie parole, così come le parole dei favorevoli e dei contrari possono essere determinanti a trovare una verità assoluta.
E' bene che ognuno dica la sua, ne ha diritto,e poi agisca secondo la propria intelligenza,cultura e sensibilità, senza dimenticare che questo è un sito di fotografia e meno di letteratura.




Max Giorgetta, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

@ Santino:
La legge è chiara e se si ritraggono uno o 2 elementi in un contesto pubblico non c'è bisogno di liberatoria, qui siamo in uno di quie casi limite, in quanto è vero che la legge afferma quanto dici, ma la foto è stata scattata durante l'ora di ricevimento dell'ospedale e quindi in quel caso dovrebbe ricadere in un contesto pubblico.
Poi lo sappiamo che la legge di lacune ne ha moltissime, guarda solo il fatto di Avetrana e Perugia, uccidono esseri umani e non và in galera nessuno.
Non credo che si potrà cavillare su queste norme più di tanto.
Penso che l'unica discussione ovvia sia se questa possa essere un'immagine da inserire negli annuali.



Gianni Boradori, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

@Gero
Apprezzo il tuo intervento e penso che tu abbia ragione quando affermi che "a questo punto il voto in Galleria è totalmente ininfluente".

@Monica
Se vedere e discutere su questa immagine ti ha portato ad una specie di esame di coscienza per cui hai ritenuto per rispetto ai soggetti ripresi di togliere alcuni tuoi lavori vuol dire che la tua sensibilità è esente da dubbi.
Io, come ben tu sai, produco molte fotografie, scattate anche in situazioni dove i più non oserebbero entrare con una fotocamera ma, fatta eccezione per " la pietà e l'addio" non ho mai avuto ripensamenti per aver mancato riguardo verso i soggetti. (Guarda "attesa snervante" oppure "Confronto all'americana") dove nessuno si è scandalizzato.
La foto in discussione non è truculenta come la rappresentazione di un intervento operatorio o di una medicazione, dove, rispondendo a Fulvia ho già detto che non ci penserei nemmeno lontanamente di premere il pulsante di scatto, ed un tubo di drenaggio passa in secondo piano (parere personale,naturalmente),rispetto a quello che mi ha colpito e che volevo trasmettere.

PS. Me ne accorgo soltanto adesso: questo è quello che hai scritto a suo tempo nei commenti alla foto e anche te mi hai suggerito di mantenerla....

"un confine incerto. in tanti sensi lo richiama questo tuo scatto. tra vita e morte, tra passato e futuro, tra rispetto e invadenza. ogni parte ha in sè la sua verità e ragione. quel che conta qui è, come tu stesso dici, il modo, l'atteggiamento, con cui cogliere l'istante: ci sarebbe mancato questo contatto col dolore umano, se tu non avessi osato essere...rispettosamente invadente. io preferisco che tu lo lasci questo scatto, certa del tuo non aver violato, nel farlo, alcuno spazio inviolabile. ciao gianni, grazie della tua delicatezza e sensibilità. monica"





Giulia Riccobono, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

secondo me da questa foto si vede perfettamente il rispetto che hai verso la sofferenza degli altri...
è intrusiva? forse
ma per me è Pro ed è necessario continuare a fotografare anche il dolore



Bodil Hegnby Larsen, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

A mio avviso c'è un errore di fondo nella valutazione di questa foto intitolata "La pietà, l'addio".
Il titolo dato dall'autore induce a vedere l'immagine per una cosa che forse non è: magari la signora anziana non è affatto morente e l'altra signora è una infermiera (visto il camice sotto) che sta facendo il suo lavoro.
Non credo che trattasi di una fotografia che racconta nè l'addio nè la pietà.
E ecco che diventa soltanto una foto "rubata" in un ospedale, senza i tanti significati sulla morte che qualcuno gli vuole attribuire.
Spero che mi perdoni Gianni Boradori, ma trovo il titolo strumentale.



fulvia menghi, 5.10.2011 um 1:46 Uhr


riscontro il tuo intervento Gianni.
A mio parere , nell'ambito dei molteplici interventi si è perso il senso di questa discussione, e questo lo ravviso proprio nell'intervento a me rivolto.
Mi spiego..

citi il mio lavoro sulla prostituzione a Napoli Est senza tener conto che questo lavoro ,molto apprezzato da associazioni di volontariato.... altro non è che un reportage sulla prostituzione realizzato in diversi mesi di lavoro, dopo aver conosciuto i luoghi , la realtà socio culturale in cui è ambientato, dopo aver creato un contatto con le ragazze, con le quali ho condiviso ed appreso le loro storie personali.. ecco tutto ciò mi ha consentito di realizzare questo lavoro consapevole della realtà che riprendevo nella quale mi sono immersa per farla mia e per documentarla, ben supportata da una introduzione che lascia riflettere lo spettatore, nulla di rubato Gianni ,anzi direi, tutto condiviso con quelle sfortunate ragazze.

Il reportage di denuncia sociale è questo e credo che dovresti saperlo.
Nel tuo scatto non c'è nulla di tutto ciò, e tu lo sai bene, vedo solo una ingiustificata intromissione nella intimità altrui, una violazione consapevole che sacrifica i valori che dovremmo tutti tenere ben in vista quanto impugniamo la nostra macchina fotografica.
Ecco, per me l'orrore è l'aver partorito questa idea fotografica, a questo orrore se ne aggiunge altro, l'esecuzione dello scatto eppoi .. ancora orrore.. la pubblicazione. permettendo di essere mandata in votazione

Ti ripeto ache io la domanda già formulata... vorresti e gradiresti che tutto il web assistesse all'agonia di tua madre o di tuo padre? l'onesta e sincera risposta a questa domanda scioglie ogni dubbio, ed in ottemperanza a quanto hai dichiarato in didascalia, dovresti coerentemente ritirare questa foto, non è troppo tardi Gianni, non lo è mai per fare ammenda e per mantenere i propri impegni.

Per concludere, concordo con te che questo è un sito di fotografia, ma la fotografia è fatta dagli uomini i quali sempre e comunque devono rispettare le regole scritte e non scritte..e qui per me le regole non sono state rispettate.
fulvia



Gianni Boradori, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

@ Fulvia
E' giusto che ognuno di noi abbia ed esprima le proprie idee; niente da dire.
Solo che io e tanti altri non la si pensa come te e come tanti altri.
Tutto qui.



fulvia menghi, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

@Gianni, ancora una volta hai elluso una domanda diretta e precisa la cui risposta porterebbe ad una soluzione definitiva della questione.


b. monica, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

ciao gianni, quel che sento di dire qui, con il dibattito ancora molto aperto ed acceso e a cui credo sarà impossibile dare una fine che faccia trovare un accordo di opinione, è che per fortuna il pensiero umano, e del singolo essere umano, si evolve nel tempo, anche grazie all'esperienza e alle occasioni, come questa, di riflessione sull'esperienza, per cui non mi sento per nulla in contraddizione con me stessa se in tempi diversi ho espresso concetti diversi. anzi, con piacere assisto "in diretta" alla mia evoluzione interiore. quante cose abbiamo fatto a 20 anni che non rifaremmo a 40 e chissà come faremo a 60?! e la distanza temporale può anche essere di mesi o di giorni, se la vita ci porta a trasformazioni che hanno un arco più ristretto.
il secondo punto è che io personalmente non riesco a fare differenza tra la forza emotiva, per l'interessato fotografato o per chi fotografa o per chi guarda, tra un postintervento chirurgico pieno di tubicini ma che ha riportato la vita, e una situazione senza tubicini (relativamente, nel tuo scatto) ma che mostra una morte imminente, come ci suggerisce lo stesso tuo titolo, oltre all'immagine. le emozioni forti e dolorose, per chi le vive e le guarda, non hanno, credo, una scaletta di ordine e priorità.
per me il punto nodale resterebbe la consapevolezza, di esser fotografato e pubblicato, dell'interessato, in entrambi i casi, vista la specialità delle due situazioni,del tutto "paritarie", per il mio modo di vivere il dolore umano.
lascio queste mie ultime parole perchè voglio ringraziare la voglia di tutti, mia compresa, per la prima volta per quanto mi riguarda, di lasciare con forza il proprio pensiero, qualunque esso sia. ringrazio cioè di aver potuto avere stimoli che hanno poi trasformato una mia personale posizione etica interiore, che sarà la mia e a cui io per me stessa risponderò in piena responsabilità, di fronte ad ogni mio scatto.
seguirò ancora questo dibattito, pur, credo, non lasciando ulteriori commenti, perchè resto interessata al tema.
per quanto riguarda la mia stima ed il mio affetto per te, tutto resta salvo ed intatto, come tra persone adulte, mature, in grado di affrontare anche diversità estreme di pensiero e di emozione, senza per questo nè farsene una ragione di principio personale, nè un motivo di conflitto, nè un'occasione di allontanamento.
ti abbraccio, e saluto tutti, monica
ps: mi piacerebbe comunque tanto che tu rispondessi alle domande che ti ho fatto, perchè per come sono fatta io, dopo tante parole, le mie comprese, credo che sia l'azione nella vita reale che parli più di tutto e spesso ci si accorge, me compresa, che le azioni non corrispondono al pensiero dichiarato. lo dico non come critica di incoerenza a me e a tutti, ma come accettazione di un umile e onesto modo di funzionare dell'essere umano in generale
:-)
e se mai ci troveremo a bere un succo di frutta ad un tavolino di un bar del mondo...spero parleremo d'altro!!!
;-)



Primo Fusari 1, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

A me dispiace solamente che Gianni Boradori abbia reso noto che è uno scatto " rubato "; a mio personalissimo parere quando una foto viene pubblicata va giudicata da chi la la vede esclusivamente per ciò che trasmette. Mai e poi mai mi permetterei di chiedere all'autore se è in possesso di liberatorie e autorizzazioni alla pubblicazione, quello è un problema morale/legale solo ed escusivamente suo.
Io apprezzo questa fotografia, la considero un'immagine straordinaria per ciò che esprimono i due volti ripresi ma avrei preferito non sapere che si tratta di uno scatto fatto di nascosto perchè, a mio parere, è una delle immagini più belle che ho visto finora su fc.......



Ambra Menichini, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

siamo pienamente d'accordo con Carla Rho, Enrico Doria, Ciro Prota ed inoltre abbiate pazienza se diciamo anche noi la nostra,................quante foto del tipo di questa sono in fc ed in tutto il web senza che nessuno si scandalizza??
quante foto di bambini allo stremo africani, fotografie di roghi in Varanasi, madri agonzzanti in cerca di cibo e anziani in fin di vita che chiedono l'elemosina girano per il web senza che nessuno gridi allo scandalo??? quante foto di exracomunitari che girano con ciarabattole nelle nostre spiagge???......hanno tutte la liberatoria???? Sono tutte fruto di un progetto????......le intenzioni di chi ha scattato erano diverse da quelle di Gianni?.........oppure è solo Bradori che dice che lo scatto è "rubato" (tra l'altro in un luogo pubblico come un ospedale) e quindi è da li che nasce l'indignazione????

dovremmo inoltre essere sorpresi ed in dignati di ciò che accade nel mondo..........dell'indifferenza alla quale siamo abituati guardando la tele............all'infinite provocazioni che ci arrivano dai media continuamente..............alla situazione della donna nel paesi arabi e anche nel nostro dove ne viene uccisa crudelmente una ogni due giorni.............alle palazzine che crollano............all'indifferenza che ormai aleggia dopo in terremoto dell'Aquila............al comportamento dei nostri politici...............e chi più ne ha più ne metta.............alla grande violenza con cui ci viene sbattuta in faccia la realtà all'ora di cena nei telegiornali...........e poi dopo nei talk show dove analizzano con la precisione di un anatomopatologo l'esecuzione di un delitto.........

noi in questa foto vediamo solo tenerezza.............pietà umana..............una donna in un letto anche poco riconoscibile che ringrazia con il suo sguardo colei che si prende cura di se........la foto di Gianni ci rende partecipi che al mondo si può anche soffrire con qualcuno accanto che si prende cura di noi.................la fotografia di Gianni è vera..........autentica................senza filtri e moralismi................è specchio di una realtà dalla quale dovremmo prendere insegnamento...........

meditate inoltre sul separè che è stato citato qui sopra.......andate negli ospedali a vedere cosa succede ............e gridate allo scandalo......se dovete indignarvi allora fatelo sempre nella realtà...........nn solo davanti ad un'immagine.............

nella foto di Gianni Boradori................ci indigna una sola cosa "la morte"............la nostra impotenza di fronte ad essa...........la nostra reticenza nell'accettarla............ è la nostra cultura "cattolica" che ci inculca che la morte deve per forza essere legata al dolore..........che la sofferenza è inevitabile se no nn si aprono le porte del paradiso.......

meditate gente meditate...........

grazie a tutti

A & G



Gianni Boradori, 5.10.2011 um 1:46 Uhr

@ Monica
Fermo restando che lo scambio di opinioni tra noi due nulla cambierà nei nostri rapporti di reciproca stima ed amicizia vorrei sottolineare che questo tipo di estenuante esperienza dove al posto di giudicare una foto si è teso a mettere in discussione l'operato del fotografo, cosa che casomai avrebbe dovuto riguardare soltanto i personaggi ripresi, è ad un passo dal concludersi.

Indipendentemente da come vada a finire la votazione e questo ti assicuro poco importa ai fini di quello che è stato scritto, nulla vieta che anche io veda la questione in futuro con occhi diversi.

D'altro canto, nelle mie oltre ottocento immagini che attualmente sono inserite in FC quasi sempre, per scelta, vi si trova una o più figure umane, senza esclusioni di appartenenza razziale o d'età o condizione sociale.

Con i miei lavori, seguiti,apprezzati e spesso anche premiati in questa comunità e fuori ho sempre dato segnali di coerenza,rispetto,tenerezza, valorizzazione delle categorie più deboli, con occhio talvolta ironico,talvolta commosso,talvolta di denucia.
Sempre per per coerenza, correggimi/correggetemi se sbaglio, non ho mai subito attacchi del genere e mai mi son sentito dire con toni imperativi di dover cancellare immagini postate.
Qualcosa vorrà pur dire.....

Dai miei lavori è facile evincere un certo comportamento e modo di agire in campo fotografico e fuori.

Per tornare alla foto in questione, con lo spirito con il quale l'ho scattata sono sereno, non mi sento ne di dover fare esami di coscienza,nemmeno colpevole e nemmeno posso mettermi nei panni dei soggetti ripresi.

Ho seguito l'istinto che in quel momento è stato maggiore di altre sensazioni.

Secondo me cercare dal sottoscritto una risposta del genere è un fare violenza alla mia persona, tanto più che sono convintissimo di non aver fatto male a nessuno.

Tempo addietro girava una storiella che adesso provo a raccontare per sdrammatizzare la questione:
Uno scorpione si ritrova con un incendio alle spalle, di quelli che non danno scampo e davanti uno stagno dove nuotava tranquillamente una rana.
Non avendo altre vie di scampo chiede alla rana di trasportarlo, permettendogli di salire sul dorso per arrivare all'altra sponda dove sarebbe stato salvo.
La rana dapprima titubante (con uno scorpione addosso non si scherza) dopo essere stata rassicurata con mille promesse per non venire punta, mossa a compassione, accetta il difficile e rischioso compito di trasportarlo.
La traversata sembrerebbe tranquilla e mentre il generoso anfibio nel nuotare comincia a rilassarsi e a prendere fiducia nella missione di salvataggio ecco che improvvisamente viene punto dall'ospite trasportato.
Il potentissimo veleno fa subito effetto e la rana alla quale rimangono ormai solo pochi istanti di vita gira la testa per quanto possibile e rivolta allo scorpione dice:
Ma come, invece di essere riconoscente per averti salvato.....mi hai punto, adesso moriremo entrambi.....
E' vero, risponde lo scorpione, ma non posso farci nulla, questa è la mia natura e non posso cambiarla......

Lo scorpione ha un caratteraccio, io sono diverso....
:-))))





Chiara Ab., 5.10.2011 um 1:47 Uhr

@ Gianni Boradori
Scrivi: " la fotografia non può essere solo bei tramonti,cormorani, paesaggi, ed un fotografo sensibile non rinuncia a riprendere il sorriso di un bimbo o un gesto di tenerezza verso una persona che soffre."
Ti rispondo: un conto è riprendere certe scene intime (comunque un'intrusione) e un altro è pubblicarle in un sito di fotoamatori...
Inoltre ricorda che c'è una particolare privacy per quanto riguarda le malattie ed i ricoveri in ospedale, lavoro nell'ambiente e so di che parlo.



Santino Mineo, 5.10.2011 um 1:47 Uhr

@Rispoli
Io non ho niente con te e con Gianni.Sono una persona matura e con due palle che dalle mie esperienze deve nascere qualcuno che mi eguaglia.
Questa foto poteva averla fatta l'amico Pollaci Torrisi Manna Palumbo Sanginisi Lissandrini oppure la Fogazza, io mi sento di stare nel giusto e credetemi che fosse stata la medesima cosa.
Il mio comportamento fosse stato tale e quale con loro....
Questo per precisare il mio onesto comportamento.

Ora leggo caro Guglielmo il tuo commento delle 23:33.
Citazioni alla 3°persona con me niente, e spero che mi sbaglio, e se è cosi sono pronto a chiedere scusa.
Se diversamente mi dispiace.
Ora racconto una storiellina che mi sono permesso di raccontare ad un nuovo amico:Becucci.
Era il 30 maggio del 1984 una giornata stupenda e pensando che domani era festa (1maggio) ancor di più mi sentivo eccitato.Sai in sicilia sono nato in una famiglia umile di gente che ha sempre lavorato e rispettato i figli le donne e il prossimo.
E pensando che domani le nostre famiglie si riunivano mi riempiva il cuore di gioia.
Mi ricordo che in tv mio padre stava guardando un film di Sergio Leone, ed io sopra la tavola che giocavo con una barchetta costruita da me col sughero della palma caduta giorni prima nel mio giardino.
Altro che playstation, quello si che era vita.
Erano intorno le 21:30 perchè era di li a poco dovevo andare a dormire.
La casa era divisa in due, piano terra a metà con i miei nonni e la parte sopra la zona notte.
Entrambi comunicanti a piano terra da una grande porta.
Quella spensieratezza, quella tranquillità fu annullata dal grido di mio zio, urlando:<<u papà>>
Mio nonno mori d'infarto, all'improvviso.Una mezzoretta prima sopra le sue gambe, dopo non ci fu più.
Un nonno che lavorava nei campi un nonno che i miei diedero il mio nome in onore e rispetto a lui.
In sicilia e in paese le usanze arabe ancora hanno le loro usanze e memorie.
Cioè gridare e urlare e prendersi da panico con crisi epilettiche, per la morte del proprio caro.
Ed io a 7 anni quasi 8, onde evitare che potessi spaventarmi decisero di farmi andare a dormire da una mia zia.
Mi ricordo che subito allestirono in mezzo alla stanza il letto, l'arrivo dell'autoambulanza e mio nonno che dormiva.Ma non era cosi.Prima che andassi mia mamma mi disse:<<dai l'ultimo bacio al nonno>>.Mi ricordo tutto come se fosse proprio come adesso.
Mi avvicinai senza paure e piangendo lo abbracciai e con le mie labbra lo baciai.Sono stato quasi due minuti cosi, ed ogni tanto alzavo gl'occhi e speravo che sorridesse.Le mie lacrime scorrevano in quelle rughe solcate dal duro caldo solare e dal duro lavoro nei campi.
Notai che era quasi freddo ma non capi del tutto il perchè.
Mi staccai e andai senza girarmi.

Quel bambino non ha avuto nessuna conseguenza ne ripercussioni nella psiche.Quel bambino maturò all'improvviso.
Quel bambino è nato con un cuore e un rispetto per il prossimo che alcune volte mi stupisco.

Questa foto per un ricordo intimo di ognuno di noi suscita tante emozioni.
Ma lo ripeto, è assolutissimamente vietata postarla nel web.
Quindi Guglielmo spero che in quei bambini non cè nessuna allusione.

@Boradori
Mi hai fatto dei paragoni in basso in basso nei commenti oltre la galleria, cercando di vedere un qualcosa che io ti ho chiesto per prima.
Questo atteggiamento lo vedo poco maturo.
Perchè io e dico io, sono il primo a dire che in quelle foto di venezia non cè nessuna liberatoria.
Sarei un meschino a dire di si o fartene avere una mentendo.Esaminiamo il fatto.
Parto dal presupposto che quelle foto sono state fatte in situazioni fotograficamente parlando prive di maturità in tutti i sensi.
Foto n.1
Ponte degli scalzi, o fotografo alle tre di notte o dico a tutti di non camminare.
Foto n.2
ho voluto immortalare la vita veneziana, a differenza della terra ferma.
Foto n.3
Un tizio che portava lievito di pane, molto curioso.
Foto n.4
Seduto con un mio amico mi è piaciuto questa bimba che scattava una foto al suo peluche.troppo simpatica.
Ma prima dissi a suo papà se potevo.E lui acconsenti
Ero immaturo visivamente non curante della famosa etica.
E ringrazio Parisi che tempestivamente un giorno mi ha fatto capire certe cose serie in ambito fotografico.
Alle 22:00 li cancellerò secondo l'etica fotografica da FC da facebook e dall'hard disk.Altre due ore in modo tale che altri possono vedere e capire.
E spero che anche tu farai la stessa cosa.
Di toglierla dal web.

Però rispondi alla mia questione, tanto per capire.
Con stima
Santino Mineo.

Ps daccordo con Fulvia.


@Max mi dispiace ma sono contrario alle tue posizioni.
Ma che minchia dici con il fatto del caso limite, ma state scherzando o vi fumate l'impossibile.
Ora giro reparti e reparti e immortalo dalla nonnina morente alla mamma con gambe divaricate pronta a far nascere una nuova vita.
Smettiamola sono stufo di sentire schifezze a dx e sx.



...der ingo..., 5.10.2011 um 1:47 Uhr

+


iris russo, 5.10.2011 um 1:47 Uhr

per quanto riguarda l'aspetto legale, non scherziamo neppure sull'ipotesi che essendo scattata in orario di visita potrebbe considerarsi luogo di pubblico dominio... cerchiamo di esseri seri...io lavoro in ospedale e se ti avessi sorpreso avresti rimpianto a lungo di averlo fatto...
c'è chi continua a rinfacciare che la foto disturba perchè ci disturba il pensiero della morte, tanto per giustificare il diritto a fotografare qualsiasi cosa .. no, non si ha diritto a fotografare qualsiasi cosa e non si ha diritto a rubare scatti nè alla signora italiana forse morente, nè al bambino africano o al barbone .. io sono contraria a tutti gli scatti di questo genere, li potrei accettare al limite se il soggetto fosse consenziente e magari , se barbone o comunque indigente, anche adeguatamente ricompensato .
questo genere di scatti se proprio si vogliono rubare, si devono poi tenere per se.. mai e poi mai pubblicare e ancor meno sottoporre a votazione...
quello che mi dispiace anche molto è notare che dopo aver dichiarato tutta la disponibilità a ritirare la foto se avesse suscitato reazioni contrarie, gianni ora mi pare abbia cambiato atteggiamento, nonostante tutte le argomentazioni dei tanti che hanno suggerito la non opportunità di questa foto..
perchè ora è tardi? perchè è in votazione?no, si può fare. o perchè non hai mai avuto intenzione di toglierla , cosa peraltro che sarebbe segno di coerenza, se hai avuto il coraggio di scattarla e la faccia di pubblicarla è anche giusto che tu sostenga fino in fondo il tuo operato. allora però evita di dichiarare una disponibilità che non hai.




paolo pasquino, 5.10.2011 um 1:47 Uhr

ecco: sono, con iris russo, in accordo con quanto scrive là, in alto. è roba da non fare. è troppa la differenza.


maurizio bartolozzi, 5.10.2011 um 1:47 Uhr

Se per il fotografo é giusto fotografare una tale situazione,si potrà condividere o meno ma non criticarne la scelta.Da quel momento in poi,la foto potrà piacere o meno e niente vieta che possa essere proposta per la galleria.
Per me é pro.



Renato Orsini, 5.10.2011 um 1:47 Uhr

... quello che mi dispiace anche molto...
iris russo .. mi hai letto nel pensiero :-))



Chiara Ab., 5.10.2011 um 1:47 Uhr

Anche a me!


iris russo, 5.10.2011 um 1:47 Uhr

io non ho potuto andare a trovare un amico carissimo che stava morendo, perchè non voleva farsi vedere da nessuno in quelle condizioni...quasi quasi sarei contenta se i parenti della signora o l'infermiera scoprissero questa foto e facessero partire una bella denuncia.
@maurizio bartolozzi, hai voglia se si possono criticare le scelte , stai scherzando??? soprattutto quando è il fotografo stesso che con tanta ipocrisia e falsità premette " se la considerate sconveniente la cancello"...



Gianni Boradori, 5.10.2011 um 1:47 Uhr

@ Iris Russo
Prima di parlare avresti dovuto osservare la data di invio della foto in questione.
In questo caso ti saresti accorta che risale a quasi un anno addietro.
Da quella data alla proposta per la votazione l'unica perplessità è venuta dalle considerazioni garbate di Daniela Pasquetti.
Tutti gli altri si sono espressi diversamente.
Poi il tempo è passato e l'immagine è rimasta lì.
Pochi giorni fa Guglielmo, dopo alcune mie resistenze precedenti, dettate però da altri motivi, mi ha convinto e di questo lo ringrazio ancora, per accettare la sua graditissima proposta.
Dal momento che non ritengo offensiva la foto,e che togliendola a questo punto avrei fatto sia un torto a Guglielmo, ai tanti fotografi che mi stanno sostenendo e per ultimo anche a me stesso, ho deciso di lasciarla a meno che non sia lo staff di FC ad obbligarmi di cancellarla.
Tu, come Chiara non hai alcun diritto di farlo, non vi compete; casomai dovessi rendere conto a qualcuno questi sono altri soggetti.
In questa pagina le corrette operazioni sono quelle di votare, casomai lasciare un commento, senza offendere dando del "bugiardo ipocrita" a nessuno

Adesso è tardi, tardi in tutti i sensi, sono le una passate,non sono nemmeno sicuro se valeva la pena risponderti,cmq manca soltanto un voto e poi di "La pietà e l'addio " per fortuna non se ne parlerà più, almeno spero.
Dormi bene,G



 

Gianni Boradori, 5.10.2011 um 8:24 Uhr

Ok, se Dio vuole è finita.

Questa "stellina" è troppo diversa dalle settantadue che l'hanno preceduta e non mi lascia un bel ricordo.
La voglio comunque dedicare a tutti quelli che hanno votato pro anche in maniera non palese, a chi mi ha sostenuto anche privatamente con mail,telefonate,messaggi.

Resta il rammarico di essere stato messo sul banco degli imputati per aver fatto qualcosa simile ad un delitto nell'invadere la privacy altrui, nel mancare loro di rispetto,di aver scattato senza un progetto preciso,di non aver chiesto liberatorie.

Se su FC si dovessero cancellare tutte le immagini prive di questa autorizzazione rimarrebbero gli insetti del Becucci e poco altro.

In molti, pur non avendone il diritto,contestando più il mio comportamento che la foto, lo hanno fatto garbatamente, tanto che ho accettato di rispondere, mentre altri si sono mossi in malo modo, senza rinunciare ad offendermi.

Per carattere non porto rancore e non ce l'ho con nessuno, però mi sono fatto un'idea sull'ipocrisia al limite del bigotto, sulla caparbietà di vedere il male dove non c'è,sulla infantilità di chi già mi ha bannato senza che nemmeno mi si sia rivolto direttamente.

A questo punto i giochi son fatti; a maggior ragione la "pietà e l'addio" rimane in questo sito; toglierla sarebbe una mancanza di rispetto per chi l'ha votata e democraticamente,considerato che sono la maggioranza non vedo perchè dovrei far loro un torto che non si meritano.
Per gli altri mi spiace,non posso farci nulla, però sono liberi di non guardarla.

Nel ringraziare con particolare riconoscenza Guglielmo, voglio dire "GRAZIE" anche a tutte le persone che mi hanno dato un affettuoso sostegno in questa vicenda.

Considero ciò che è successo nella votazione appena conclusasi un incidente di percorso che non cambierà il mio rapporto con FC, il suo prezioso staff,gli abbonati che vi si trovano e che continueranno a seguire i miei lavori pronto come sempre a ragionare di "FOTOGRAFIA".

Grazie ancora, un caro saluto a tutti







Chiara Ab., 5.10.2011 um 12:06 Uhr

@Boradori:
"Tu, come Chiara non hai alcun diritto di farlo, non vi compete; casomai dovessi rendere conto a qualcuno questi sono altri soggetti"
Non ho capito questo distinguo; in quattro abbiamo espresso lo stesso pensiero ma soltanto Iris Russo e io non abbiamo diritto di farlo, gli altri sì?
Forse proprio Iris ed io abbiamo diritto di difendere questa privacy visto che lavoriamo in ambito ospedaliero.
Tu non mi conosci, io non ti conosco e fino alla votazione non avevo mai visto questa foto. La votazione purtroppo le ha dato maggior visibilità.



fulvia menghi, 5.10.2011 um 12:40 Uhr

@buongiorno Gianni, l'Odissea è finita,
giustamente come dici ,bannare un utente è la cosa più infantile che possa esistere,
ma,la cosa che ancora mi fa dispiacere è leggere questa tua affermazione ,


"Per carattere non porto rancore e non ce l'ho con nessuno, però mi sono fatto un'idea sull'ipocrisia al limite del bigotto, sulla caparbietà di vedere il male dove non c'è,sulla infantilità di chi già mi ha bannato senza che nemmeno mi si sia rivolto direttamente."

credo che esprimere la propria idea sulla fotografia in questione, e sentirsi dare della "dell'pocrita bigotta"
sia ancora una volta una caduta di style che si aggiunge alla precedente relativa alle "marchette sulla Domiziana"
... ma lasciamo perdere...
saluti fulvia



Ivano Cheli (1), 5.10.2011 um 12:56 Uhr

Credo che questa sia una di quelle situazioni dove tutti hanno ragione, il modo per dirlo a quanto pare varia da persona a persona. Da parte mia ne ho già parlato con Gianni, sa come la penso sia sulla foto che sulle polemiche che si sono generate.
Qui si parla di rispetto, privacy...la foto non andava fatta ecc....
Io credo che il rispetto e la privacy dovrebbero venire garantite a priori, certe situazioni si possono vedere anche nei corridoi di ospedale...dicono bene glauco e Ambra...
In svizzera Gianni questa foto l'avrebbe potuta scattare solo se fosse stato un familiare oppure un conoscente, un amico della persona morente...



Ivano Cheli (1), 5.10.2011 um 12:57 Uhr

Ah io ho votato pro al fotografo, la foto non l'appenderei dietro il divano :-)


Renato Orsini, 5.10.2011 um 13:11 Uhr

...... noi "bigotti" assistiamo alla sconfitta dei valori, dell'etica, del buon senso, della privacy, del rispetto del dolore altrui...
sacrificati sull'altare della fotografia, per la quale, mi sembra di capire che i più siano disposti a tutto...
Renato



Santino Mineo, 5.10.2011 um 13:14 Uhr

Attendo una risposta,e spero che lo faccia apertamente.
Mi dispiace pensare che una totalità di pro sorvoli sul fatto che la privacy sia utopia.
Questa è l'Italia questi siamo noi.
Il digitale ha messo fine alla parola amore per la fotografia.



Gianni Boradori, 5.10.2011 um 13:53 Uhr

Ultime risposte, poi, please, cercate di pensare ad altro, se ne siete capaci.

@Fulvia
Il bigottismo rilevato al sottoscritto è generalizzato, quindi nulla di personale con la tua persona che ho sempre fortemente stimato così come la tua importante produzione fotografica.
Ognuno può riconoscersi o meno in quello che ho scritto.
Lo stesso vale per le "puttane della Domiziana".
Volevo solo capire come ti saresti sentita nei loro panni.
Niente di più, ribadisco niente di personale.

@ Renato-Non prendertela,è la legge delle votazioni, siete una minoranza, io non posso farci nulla.
Domani sera dalle 20 alle 22 la pietra dello scandalo sarà in vetrina.
Cambiate canale.

@Chiara-Gli altri sanno stare in un confronto, tu dai ordini, l'altra offende senza riuscire a collegare gli occhi al cervello.

@Santino- che risposta cerchi ? La mia sincerità ha dato luogo a tutta questa mole di parole.
E poi, perchè hai cancellato le foto? Non c'era bisogno, sono immagini che presenti o meno nel sito.....chi vuoi se ne accorga....



Renato Orsini, 5.10.2011 um 14:23 Uhr

........per lo show mediatico in programma domani dalle 20 alle 22 la minoranza cambierà canale...
ma mi chiedo .. i parenti della nonnina agonizzante ..sono stati invitati??
@Gianni, io non me la prendo, leggo , osservo e deduco..



Chiara Ab., 5.10.2011 um 14:51 Uhr

Boradori, in questa discussione non ho fatto che ribadire concetti pubblicamente noti e già notoriamente veritieri, basandomi sulla mia conoscenza e sulle leggi vigenti.
Mi piacerebbe che tu mi indicassi un ordine da me impartito.



Santino Mineo, 5.10.2011 um 17:23 Uhr

Vedi Gianni non capisco perchè ci giri intorno alla mia domanda.
Io voglio sapere se tu hai dato una LIBERATORIA alla signora o perchè incapace di intendere e volere, i figli anno avallato per lei il tuo scatto.
Se no lo reputo uno scatto "rubato", quindi da cestinare.
Ecco cosa ho fatto fin dal principio io, cancellando le mie foto ieri.Perchè prive di etica e fuori da ogni logica.
Abbi il coraggio di ammetterlo e la maturità di prendere una giusta decisione.




Vincenzo Galluccio, 5.10.2011 um 21:12 Uhr

Questa bella fotografia è già nella memoria di ognuno di noi, non serve fare altro, solo ripensarla e se possibile separare "l'affettivo" "dall'effettivo" per potercela ricordare come foto misericordiosa.


Roberto Sias, 5.10.2011 um 21:28 Uhr

mi è impossibile leggere tutti i commenti... il mio è il seguente:
E' una foto di rara bellezza. Non per l'estetica o la tecnica che non vedo proprio...
Questa immagine racchiude l'essenza di un momento tra i più importanti di tutta la vita, la prossimità all'estremo saluto.
Purtroppo nella ns cultura la morte viene percepita come paura, negativa. Penso che sia per questo che molti la ritengono oltraggiosa. Al contrario, è una foto intima, dolce, piena d'amore e cura... e sprigiona in me tanta tenerezza.
Vorrei essere io in quella situazione al momento di passare a miglior vita.... meglio che essere spappolati da un edificio che crolla.... la morte ritratta nei corpi esanimi dopo il terremoto di Haiti erano scevri dalla privacy?
Un immagine da ricordare, per migliorare la ns vita....



Ciro Prota, 5.10.2011 um 21:36 Uhr

...hei...qui si parla di "onore".......per favore non siate ipocriti,ognuno di noi ha espresso il suo parere,chi con serenita' e chi con arroganza,è stato un bel dibattito come non succedeva da sempre su FC,vogliamo ancora "lapidare"?,vogliamo ancora chiedere liberatorie?tanto sappiamo tutti che non ci sono,sappiamo tutti che si tratta di uno scatto rubato,ma se si scrive che tutto questo non ti fa onore....bhe....questa è ipocrisia bella e buona.
Fate autocritica prima di esprimervi.
Ovviamente non è rivolto a tutti.



Elvio Bartoli, 6.10.2011 um 0:02 Uhr

Mai visti tanti commenti; forse anche troppi per poterli leggere tutti. Uno in più non può far male.
Nel modo più laico e liberale che mi è possibile non voglio giudicare nessuno e nessuna posizione emersa a proposito del tema inevitabilmente sollevato dall'immagine. Ognuno è padrone dei propri principi.
A molti credo sia capitato di assistere all'agonia, alla morte di una persona cara. A me è successo due giorni fa.
Io questa foto non l'avrei scattata. Mi auguro che non mi sarebbe nemmeno venuto in mente di scattarla...
Elvio



marco carreras, 6.10.2011 um 15:05 Uhr

La pieta, l'addio... e soprattutto l'amore visto che è un sentimento che non si manifesta solo con baci e abbracci, ma anche solo con gli sguardi.
Unire tante emozioni in una foto è difficile, se l'essenza di una foto è "comunicare" questa foto ci riesce.
E' garbata, la luce e la grana sottolineano un momento difficile.
Se potesse, probabilmente, la signora allettata con la saggezza dei suoi "100" anni guarderebbe con benevolenza tutti noi e ascolterebbe quasi sorridendo i nostri discorsi, come una madre farebbe con i suoi bambini.
Complimenti Gianni.



Aldo Feroce, 6.10.2011 um 20:23 Uhr

avrei voluto avere io una foto così!
avrebbe toccato il fondo del mio cuore



laura fogazza, 6.10.2011 um 20:27 Uhr

...io non ho letto nulla....
e non mi interessa nulla di quello che è stato scritto...
io conosco le foto di Gianni...e questo mi basta...
la foto è di un'estrema delicatezza interiore...per me...
punto.

laura



Seby Privitera, 6.10.2011 um 20:35 Uhr

Lacrime nella notte... von Seby Privitera
Lacrime nella notte... 
Von
8.1.11, 20:47
132 Anmerkungen

anche io ci sono passato
non sono intervenuto x questo.........
congratulazioni
pro..................



iris russo, 6.10.2011 um 21:18 Uhr

non so collegare gli occhi al cervello perchè non ho visto la data di pubblicazione della foto? e cosa cambia se è stata pubblicata un anno fa? hai fatto male a pubblicarla un anno fa e per fortuna aveva avuto una visibilità limitata. ora questa stella e addirittura l'home page l'hanno buttata in pasto alla rete, dato che la galleria dà visibilità "allargata".. ma forse non è rilevante perchè la signora quasi certamente è già deceduta da un anno?
in nome della fotografia o dell' "informazione" fotografi e giornalisti stanno perdendo il senso della misura, della decenza,il rispetto poi.. neanche nominarlo.. e se questa è sensibilità... mah.
comunque congratulazioni, sarai orgoglioso della stella, della home page , di tutti quelli che ti hanno osannato e riderai dei bigotti come me e chiara che quando ci dovesse capitare di passare davanti al letto di un tuo parente , e per lavoro potrebbe succedere, non lo fotograferemmo mai. nemmeno per un pulitzer. nemmeno chiedendotene il permesso, perchè ci sono situazioni in cui io , e credo anche chiara, mi vergognerei a pensare a scattare.
p.s la maggioranza non è per forza nel giusto, nè in una votazione per un contest, nè in politica, nè altrove. anzi.



Elvio Bartoli, 6.10.2011 um 22:55 Uhr

Non scherziamo, qui non stiamo parlando del diritto-dovere di cronaca. Non si tratta di scuotere le coscienze, di rompere il silenzio, di denunciare un orrore. Non ci sono le vittime del genocidio ruandese, dei campi di sterminio dei Khmer rossi, delle torture cilene. Non si sono i cadaveri dei migranti semisepolti nella sabbia nel deserto libico. Un ritratto dellaids quando era ancora la peste dei drogati e degli omosessuali cose così, insomma. La foto, invece, mostra solo una signora anziana, molto anziana, molto malata, forse agonizzante. Ci racconta qualcosa della vita che già non conosciamo, qualcosa di importante, di tanto importante da legittimare la scelta di mettere da parte il pudore, il silenzio, il rispetto?
Mi sono fatto un film nella mia testa: è sera e sto andando in ospedale, da mia madre. Probabilmente è una delle ultime volte che potrò vederla. Con lei cè uninfermiera, sono tranquillo. Appena entro nel corridoio semideserto vedo una cosa che non capisco subito. Fuori della sua porta cè un uomo, leggermente chino in avanti. Guardo meglio. Esolo a questo punto che vedo la piccola macchina fotografica. La scena si ferma qui; è una di quelle pellicole fastidiose con un finale aperto che ora vanno così di moda. Chi vuole, come finisca la storia gli toccherà immaginarselo da solo.
Anchio amo la fotografia, ma non è certo al primo posto nella mia assolutamente privata e personale scala di valori



Guglielmo Rispoli, 6.10.2011 um 23:46 Uhr



Tanti anni fa a USTICA
ho conosciuto Angela
non era tanto giovane, anzi
aveva la bellezza della vecchiaia
le righe della storia, le rughe della sofferenza
le increspature dei ricordi, le oscillazioni delle esperienze motorie
fatte tra i vicoli, i gradini, i sassi e gli ammassi di Ustica
agli inizi del 900.
Aveva 99 anni ed era bella
bella perchè era vecchia e piena della Storia
Nel 2005 ero nella sua casa, nella sua privacy perchè la figlia e la nipote
vendevano in casa i capperi.
Angela mi si mostrò con la sua vecchiaia, le sue rughe, le sue righe, le sue oscillazioni;
avevo al collo, come sempre la mia Nikon
la guardò e poi avvolse con il suo sguardo nobile i miei occhi
la sfiorò e mi riguardò
poi altro occupò il suo sguardo: la mia splendida ragazzina di 14 anni al mio fianco
si parlarono senza dirsi nulla
io sfiorai la sua mano e lei ordinò alla figlia ed alla nipote
di spazzolarle i capelli
Aveva 99 anni e mi aveva chiesto di fotografarla, curva, vecchia
ma io non l'avevo capito.
Aveva 99 anni ed aveva visto la storia d'Italia passare per Ustica
quelli contrari ai fascisti ed al fascismo
gente seria che guardando il mare scriveva
Bordiga, Gramsci altri....
Con una mano oscillante mi mostrò una foto di quei grigi anni in cui intellettuali sbarcavano sulla poverissima spiaggia di Ustica
Continuava a guardare la mia Nikon ma io non capii
Angela alzò poi la mano tremolante e mostrò la sua privacy
ancora una volta il mio pudore mi fece abbassare gli occhi
mia figlia mi scosse ed Angela a suo modo tremolante
con la voce molto roca, gli strilli che lanciava ogni tanto
le pause piene di respiro affannoso
raccontava le centinaia di foto sulle pareti:
uomini partiti senza ritorno, soldati morti in guerra,
una giovane bellissima sposa morta a meno di 30 anni
i volti della sua vita, delle sue sofferenze, dei suoi tanti ricordi
tutti quelli a cui lei era sopravvissuta fino a diventare così come era.
Non capii e non fotografai..
Nel 2006 non sono andato ad Ustica e ci sono tornato nel 2008
Angela è morta a 101 anni ed ogni volta che vado ad Ustica
vado inutilmente a cercare quegli occhi, quelle mani e quella roca voce
che parlava senza parlare
quella voglia infinita di raccontare e di raccontarsi
Da Angela ho imparato ad ascoltare i vecchi
Ed ho avuto la fortuna di incontrarne tanti e di ascoltarne tanti
La fotografia non centra se non per caso
Se non a volte
Centra forse la voglia di esserci sempre
Io sono un uomo fortunato, vivo tra i bambini e parlo con i vecchi



Marco Fiorentini, 7.10.2011 um 9:37 Uhr

Mi accorgo solo ora di questa discussione.
Non ho letto tutto...troppi commenti..
Quello che mi fa piacere e', comunque, vedere una discussione, un confronto...come non se ne vedevano piu' da anni....

La votazione per la galleria...non me ne frega nulla...considero la galleria una solenne buffonata e mi fanno davvero ridere certe discussioni sul merito che certe immagini avrebbero per entrarvi o meno. Le ripicche e le rivalse per un pro o un contra.
Davvero ridicole...

Liberatorie?.....sappiamo benissimo tutti che non esistono.

Per la foto, invece, .....beh...l'avrei cercata, scattata e.... pubblicata, consapevole che avrei scatenato (come ha fatto questa immagine) un putiferio.





Renzo Baggiani, 7.10.2011 um 16:49 Uhr

Nesuno ha messo in dubbio la bellezza fotografica di questa immagine. L'attimo compositivo che coglie lo scambio di sguardi, nulla sottrae al contenuto potentissimo che vi è stato rappresentato, anzi lo sublima in forma poetica. Se qualcuno ha detto, ed altri continuano a ripetere, che "la Bellezza salverà il mondo", non si capisce come una tale bellezza fotografica possa recare offesa alla dignità delle persone che vi sono ritratte. E' la bellezza espressiva a rendermi evidente che in questo fotografo non c'è cinismo, ma sensibilità e solidarietà. E' il linguaggio della forma visiva.
Le persone comuni che vengono ritratte nelle foto non sono mai riconoscibili se non per chi già le conosce.
E' una esagerazione pretestuosa e banale dire che siano state date in pasto al mondo.La totalità dei fruitori di questa immagine non vedono Tizia o Caia, vedono l'universalità di una situazione dolorosa ma naturale, vi riconoscono la condizione umana, la loro universale appartenenza..
Certo se fossi stato io al posto della "figlia" e fosse arrivato uno a salire sul letto con un grandangolo, mi sarei risentito. Quello sì che sarebbe stato un atto sfrontatamente offensivo. Ma l'avere agito con discrezione in un tentativo che se non fosse riuscito (leggasi: non avesse raggiunto la bellezza artistico/fotografica), non avrebbe portato ad una qualche divulgazione, non mi sembra una scelta censurabile, anzi. Trovandosi in mano invece una immagine che ha ritenuto bellissima, proprio in senso estetico, taumaturgico e quindi sublimale, l'autore ha ritenuto di pubblicarla, incontrando, mi pare, il consenso di una maggioranza (io ne faccio parte con fierezza, perché credo di conoscere il significato ed il senso dell'Arte ... quando è Arte!). Per fare questo ha dovuto infischiarsene del legalismo imperante che in effetti in questo caso può pescare su effettive basi normative, confidando, ritengo, sulla sensibilità e l'intelligenza di improbabili eventuali aventi causa (parenti ecc.). Ritornando ad immedesimarmi in uno di questi, io, trovandomidavanti davanti, a posteriori, ad un siffatto capolavoro che magistralmente avesse ritratto un momento così saliente della mia esistenza, commosso gli avrei richiesto un indennizzo sì, ma consistente in una copia di quell'immagine.
Nulla vieterebbe, è vero, specialmente nella fattispecie, ad altri di adire le vie legali. A che pro? Questo sì che, a mio parere, sarebbe un atto di bassa speculazione!
Vorrei dire ad una come Iris Russo che non so se, oltre ad essere una brava e vigile infermiera, conosca il senso dell'Arte e la sua necessità e che a me pare che sia lei ad aver perso il senso della misura.



iris russo, 7.10.2011 um 20:05 Uhr

@renbag : l'arte è un concetto abbastanza vago da poter essere manipolato a piacimento da chi in nome suo vuol vendere , anche solo in senso metaforico, qualsiasi cosa, anche autentiche nefandezze e seppure in via indiretta la conosco abbastanza bene, avendo in casa una figlia artista...
non sono un'infermiera, ma un medico e vi faccio notare che gli aventi diritto potrebbero anche querelare il medico responsabile del reparto e tutta la struttura , oltre al fotografo, per non aver vigilato sulla privacy della paziente, in quanto come dice giustamente VOG per poter scattare in un ospedale sono necessarie molte autorizzazioni.... se poi vogliamo dire chi se ne fotte delle leggi, delle regole... siamo spiriti liberi, figli dei fiori , artisti, facciamo la rivoluzione e facciamo tutto quel cavolo che ci pare, soprattutto in nome dell'"arte" ..... ok... fatelo, ma sulla vostra pelle o su quella dei vostri familiari.. sarebbe anche più coerente.
p.s. quanto a crogiolarvi nella soddisfazione di essere comunque la maggioranza dato che la foto è stata approvata per la galleria, occhio che non tenete conto di una cosa :

io e la maggioranza di chi la pensa come me NON ABBIAMO VOTATO , per il semplice fatto che il parere negativo non è sulla presenza o meno della foto in galleria, ma sull'esistenza stessa della foto, quindi votare in qualsiasi modo sarebbe stata una contraddizione con tutto ciò che si è detto... chissà se è chiaro questo concetto...



paolo pasquino, 7.10.2011 um 23:36 Uhr

però .. c'è un limite.. incensare e parlar d'arte.. ma per favore..
quell'occasione è alla portata di tutti coloro che frequentano un ospedale. di tutti.. di tutti quelli che entrano in una camera di un malato anche non terminale, basta che sia malmesso.. in orario di visita la domenica o il sabato o il venerdì o qualunque giorno di qualunque mese di qualunque anno.
non c'è nessuna difficoltà ad eseguirlo così come è stato eseguito. nessuna difficoltà se non tre secondi di paura d'esser scoperti.
è come rubare un'autoradio.

chi su quel letto c'è stato coricato, con tutti quegli ammennicoli annessi, lo sa. probabilmente lo sa solo lui.



Renzo Baggiani, 8.10.2011 um 0:39 Uhr

@ paolo pasquino: - questa storia che tutto sia facile e che tutto sia uguale, in fotografia, è un luogo comune stantio e fuorviante che continua a riemergere, per fortuna sempre più raramente che in passato.
Dobbiamo rassegnarci a risentirla ogni tanto. E' inevitabile.



paolo pasquino, 8.10.2011 um 1:13 Uhr

ehm, essì ti tocca risentirla prof
..renbag..
a proposito di risentire, senti un pò anche questa:
dove hai letto che tutto è facile e uguale?
e chi lo ha detto? ma poi, chi parla di fotografia?
io scrivo su questo scatto..

qui mi sa che l'unica cosa che emerge uguale al passato è un trollino. (pensa te, creato appositamente per quella catilinaria..)
almeno i vecchi troll, e ti assicuro che ne so qualcosa, sapevano leggere..
ad maiora.. prof ehm..
renbag
(mi mancava il troll critico fotografico. bel personaggio. ma dimmi, se ti va neh.. mica la insegnerai, la fotografia dico, mi sembri ferrato nella teoria.. )



Gianni Boradori, 8.10.2011 um 8:31 Uhr

@-V.O.G
Con la fotografia,purtroppo, ho un rapporto soltanto amatoriale, quindi diversamente da te, (invidia), non avrò mai accesso autorizzato a strutture come ospedali,pensionati,scuole ecc.
Ciò non toglie che in tanti anni di "fotografia dilettantistica", magari anche senza un progetto finalizzato allo scatto, non sia stato attratto da situazioni nelle quali sentivo fortemente il desiderio di fermare con uno scatto ciò che vedevo.
In giro per il mondo ma anche tra le vie della mia città ho trovato quello che cercavo e l'ho ripreso.
Dal vastissimo archivio di cui dispongo, negli anni, ho trasmesso in questo sito molte istantanee riguardanti persone in vari atteggiamenti cercando di evidenziare sia con l'immagine o il titolo o l'eventuale didascalia la sensazione che quella scena aveva suscitato in me con l'intento di trasmetterla a chi naviga tra i miei lavori.
Credo, in tutto questo tempo, di aver mantenuto una coerenza descrittiva ed emozionale di tutto rispetto per i soggetti ripresi.
Alcuni esempi:




ATTESA SNERVANTE (remake) von Gianni Boradori
ATTESA SNERVANTE (remake)
Von
9.8.10, 22:01
14 Anmerkungen


ADOLESCENZA NEGATA (reloaded) von Gianni Boradori
ADOLESCENZA NEGATA (reloaded)
Von
2.10.10, 8:18
13 Anmerkungen


L'immagine di Mary Ellen Mark, quella dell'infermiera col il paziente affetto dalla lebbra e che ho riproposto perchè colpito dall'atteggiamento di un visitatore (Lucca Ditial Photo Festival 2007) mi aveva fortemente emozionato e non è escluso che nel mio inconscio sia rimasta quella scena forte e che, quando una situazione simile mi si è presentata davanti, l'istinto, o forse soltanto il ricordo di quella foto mi hanno fatto superare tutte le ovvie naturali riserve e rischi che uno scatto del genere poteva generare.
A questo proposito vorrei sottolineare che la fotografa americana era ospite della manifestazione lucchese non per aver violato la privacy di un vecchio gravemente ammalato ma per la bellezza e la forza espressiva del gesto dell'infermiera che lo accudiva.
E' anche vero che Mary Ellen è diventata famosa ed io non lo sarò mai, quindi forse qui si spiega l'accanimento e l'attacco all'operato di un sconosciuto signor "nessuno" in difesa della privacy, pur sapendo che la questione casomai avrebbe dovuto interessare esclusivamente i soggetti interessati.
Allora perchè non continuare a discutere dei pixel colorati in questo BW, del rumore provocato dalla scarsa luce,o anche, magari anche di sfuggita, di quello che un lavoro come il mio possa dare in chiave emotiva ?
Mi sento anche di dire, a parte la freddezza dei numeri che confermano il mio intendere, che le manifestazioni di apprezzamento positivo non sono mancate anche da chi, come Vincenzo Galluccio, medico rianimatore,vive una continua realtà del genere in modo professionale e che non ha trovato ragione di scandalizzarsi.




Ettore Caio, 8.10.2011 um 8:38 Uhr

Concordo naturalmente con Paolo,ma poi,al di là di tutto ciò che si è detto,provate solo a pensare di essere il figlio di quella Signora intubata,arrivate sulla soglia della sua camera e vedete che uno sconosciuto
sta scattando delle foto,che reazioni pensate avreste avuto?Ma dai!!!!,un minimo di coerenza per favore.
Ettore



paolo pasquino, 8.10.2011 um 9:01 Uhr

Gianni.. se questo scatto non fosse stato tuo ma di un troll qualsiasi non ci sarebbe stato accanimento, ma annientamento..
e poi, Gianni, bisogna veramente coricarsi su quel letto per poter comprendere quanto sia affilato il suo materasso. non vale una foto rubata, ne può valere 10, 100 .. ma vere, non per parlare di pietà, che vista così è sempre un pò pelosa, .. ma per dire come se ne esce, e se si tratta di una cassa di zinco .. ne è necessario l'odore



R Prior, 8.10.2011 um 11:55 Uhr

Grazie a te Carla, grazie a Gianni e grazie a tutti. E' esattamente questo che cerchiamo di coltivare qui.


Renzo Baggiani, 8.10.2011 um 12:32 Uhr

@ iris russo: - su questo sito dovremmo parlare di arte, che non è un concetto vago, tanto è vero che ormai si parla dineuroestetica cioè di un collegamento sempre più stretto tra scienza ed arte, tra neuroscienze e apprezzamento dei valori estetici. L'arte poi non risiede mai nella parte concettuale di un'opera ma NEL MODO di esprimere concetti. I concetti e le pre-conoscenze in arte sono veri e propri pre-concetti, che ottundono la capacità di vedere e di capire quindi il messaggio vero e profondo dei segni presenti nell'immagine. Questo punto è basilare perché, quanto è riuscito ad esprimere Gianni in questa foto è talmente edificante dei due personaggi, del loro reciproco amore da fargli superare le false remore morali e quelle, purtroppo vere, legali (in casi estremi come questo dove si presentano dati sensibili e riprese in luoghi non pubblici, beninteso) che di solito consiglierebbero maggior prudenza e che, certamente bloccano quanti si fanno offuscare la loro potenziale capacità sensitivo/interpretativa dai preconcetti.
Quando nel mio intervento parlavo di maggioranza mi riferisco a null'altro che a quella schiacciante che ha saputo apprezzare tale bellezza del linguaggio fotografico. Non ad altre questioni vere e presunte che tu ed altri insistete a tenere in vita con un certo accanimento terapeutico. Qui si dovrebbe parlare di una bellezza che non può certo dipendere dalla presenza o meno di una liberatoria. E se invece c'era, che facevi? Te la prendevi con chi l'aveva concessa?
Ti concedo che, in mancanza, gli aventi causa, se si ritengono lesi nella loro dignità avete ragione tu e V.O.G., nel dire che in questa situazione, come ho detto prima in parentesi), avrebbero il coltello dalla parte del manico.
A tale proposito cito il pensiero di Michele Smargiassi, noto giornalista di Repubblica esperto in questioni fotografiche:.
"Siamo in tanti a pensare che l'incubo delle liberatorie da far firmare ai ritrattati deriva dalla falsa concezione di questo benedetto diritto all'immagine come proprietà di un bene materiale e non come difesa della dignità della persona. Insomma, che la logica della liberatoria anziché salvaguardare la dignità in realtà la mercifica".
Concludo ritornando ai pregiudizi. Quando mai in nome dell'Arte si sono perpetrate nefandezze? Io sono cattolico credente ma te ne potrei citare ad iosa di nefandezze in nome della mia Religione e a te che sei medico, ne potrei citare tantissime consumate in nome della Medicina! Ma dell'Arte ?!!!... Semmai l'Arte ne ha talvolta evitate, di nefandezze, o ne ha lenito le conseguenze. L'arte ha un potere taumaturgico per l'animo umano, appesantito com'è dalle colpa di aver turbato l'armonia del pianeta, che evidentemente neanche ti immagini.
Per questioni di morale e di legalità arrivi addirittura a negare l'esistenza di una foto, a desiderare di annientarla e , quel che è peggio, a volerne proibire la fruizione anche a chi non la pensa come te. Iris, ti voglio bene, ma te lo dico: questi sono pregiudizi talebani.



Ettore Caio, 8.10.2011 um 13:10 Uhr

Ma quante belle parole Mister RenBag,ma qui cosa centra l'arte,le liberatorie e tutte le altre cose,
onestamente rispondimi cosa avresti fatto se ti fossi trovato nelle condizioni di cui sopra ho accennato,avresti forse stretto la mano all'individuo che furtivamente avesse fotografato tua madre in quelle condizioni?oppure come minimo avresti fatto una denuncia alla direzione dell'ospedale?Ma per favore stiamo con i piedi per terra e ammettiamolo che questo
è stato un lampante incidente di percorso di un bravo fotografo sopraffatto dall'occasione che si era creata in quel momento.
Ettore



paolo pasquino, 8.10.2011 um 13:37 Uhr

ehm, wikibag.. di schiacciante non c'è solo quella maggioranza..
pensa te .. reciproco amore .. armonia del pianeta.. ma per favore



Santino Mineo, 8.10.2011 um 14:31 Uhr

@Bag
ma che belle parole di wiki.
@Ettore
un incidente di percorso...
esatto!



Renzo Baggiani, 8.10.2011 um 15:10 Uhr

@ Ettore Caio: - uno di noi deve aver sbagliato discussione, oppure tu non hai letto molti commenti.
E questa era la risposta alla tua prima asserzione. Per esempio, se tu avessi letto il mio esordio di ieri alle ore 16:49, avresti già avuto la risposta al secondo tuo quesito, in merito a cosa avrei fatto io se...
Comunque mi fa piacere che trovi così belle le mie parole. Ti ringrazio del complimento.

@ paolo pasquino: - ti devo 2 risposte, una per le battutine delle 1:13 ed una per quelle delle 9:01
(spero che nell'intervallo tu abbia riposato):
1) No Comment!
2) No Comment



Renzo Baggiani, 8.10.2011 um 15:15 Uhr

@ paolo pasquino: - errata corrige . Chiedo scusa ma il secondo invio di battutine cui mi riferivo era quello delle 13:37 ...


iris russo, 8.10.2011 um 21:51 Uhr

@renbag...... quante parole, copiate, per sostenere l'insostenibile...
sono arte anche i tagli nella tela di fontana e la merda d'artista di manzoni... si ,pura arte che penetra nelle anime e le scuote nel profondo....... l' ARTE.. in suo nome si può fare di tutto...... ma qui mi fermo, tanto è chiaro il mio pensiero: l'arte NON giustifica tutto.

abbastanza deprimente anche chi si appella alla schiacciante maggioranza... come se una sciocchezza detta da milioni di persone smettesse di essere una sciocchezza e poi, se proprio vogliamo scendere così in basso... i numeri dicono qualcosa di un pochino diverso, soprattutto contando quello che ho già detto e che non fa comodo recepire , cioè che in molti non abbiamo votato , per principio e coerenza.
comunque quel che avevo da dire l'ho detto, a questo punto sono solo ripetizioni...
chiudo dicendo che se essere artisti vuol dire questo , sono veramente felice di non essere e non poter mai diventare un' artista.e consiglierò anche a mia figlia di intraprendere un'altra strada.
buona serata e buona domenica.



Carlo Atzori, 8.10.2011 um 22:06 Uhr

Tutti@ mi faccio un copia e incolla e me lo rileggo nelle fredde sere d'inverno, magari riesco a capire qualcosa in più di fotografia e di arte, non si sa mai......
mai letto tante cose tutte assieme che sono tutto ed il contrario di tutto......
Gianni@ la prossima volta, invece di fotografare le vecchine indifese, fotografa le "infermiere", sperando non ti rompano qualcosa in testa.........
ma soprattuo fai da bravo, che quì hai fatto nascere un vespaio mai visto......diciamo che sei al 50% di persone PRO e 50% contra, almeno quì...



Aldo Feroce, 9.10.2011 um 11:13 Uhr

si guardano poco le foto, mi sembra che ci sia piu' attenzione a chi "urla" piu' forte scusa Gianni spero che lo staff rimuova queste discussioni nel forum


Vincenzo Galluccio, 9.10.2011 um 12:57 Uhr

...Aldo , amico mio, io spero che nessuno ti ascolti...qui ci sono ragioni e ragionamenti, parte della nostre vite che sarà bello scoprire "rileggendole" fra dieci anni...lasciamo tutto al tempo, silenziosamente, in punta di piedi, senza infliggere altre "ferite" ai nostri pensieri......


Mehran Falsafi, 11.10.2011 um 2:57 Uhr

Punti di vista non solo, ma soprattutto questo, ed è un piacere vedere finalmente varie centinaia dopinioni incrociarsi in questi spazzi con civile rispetto, senza perdite e feriti ;)
Lunico disappunto è dover notare che alcuni degli stessi protagonisti nelle stesse o simili circostanze riservano linguaggi ben diversi agli utenti meno noti, meno quotati rispetto al nostro buon gianni ne facessero una piccola riflessione non guasterebbe, ma, godiamoci intanto questo bel salotto, entusiasmante e ricco per le qualità ed intensità degli interventi.
.
Sulle scogliere di Riomaggiore i quattordicenni si tuffano nellacqua dagli scogli alti una ventina di metri,,, io non lo farei,,, e non sarebbe nemmeno legale se si pensa che per loro, ancora minorenni, gli unici sceriffi che dettano le leggi sono i genitori

il seme della trasgressione è antica in tutti noi, chi più chi meno, chi per questa chi per laltra ragione,,, il gusto del proibito ci ha da sempre accompagnato ed affascinato, ammettiamolo! Dalla prima mela alle Lucky Strikes fumate nel bagno di scuola
dalla cleptomania infantile, furterelli alle bancarelle di frutta e verdura, Benigni e le sue banane, baci e fiori rubati, ai tributi sistematicamente evasi, il pregio di sentirsi fieri per averlo messo in cu..lo allo stato, come se lo stato fosse persona fisica nostro nemico giurato, come se il cu..lo non fosse del nostro vicino

Voglio dire, nulla di giustificabile, non proprio ammissibili, ma confessabili sì!
Ammettiamolo quindi che tra il dire e fare non le diciamo mai tutte e facciamo tante di quelle che non andrebbero fatte, perciò non esasperiamo più di tanto e con eccessivo moralismo ciò che non sembra nelle norme. Nemmeno a me piace la repubblica delle banane, ma qua non mi pare desserci finito fino alla gola.

Giusto parlarne, proporre e contrapporre, confrontarsi, ampliare ed arricchire i contesti, ma da lì a credere davvero che vi siano delle cosi nette distinzioni tra il giusto e lo sbagliato, beh, direi che lutopia ci stia pure stretta. Persino la Legge tenta, ma non fa Giustizia.

Il buon gianni è sì un nostro noto collega spiritoso che dironia, anche quella della sorte, ne fa spesso uso, regalandoci dopo tutto delle belle perle, ma in questo caso ha già preso le sue responsabilità, punto.

Non giustifico latto, tanto meno minimizzo gli sfoghi contrari allo stesso ed il disagio dimmaginarsi nelle stesse condizioni, sia oggettivamente sia soggettivamente, ma invito a riconoscere il discutibile contesto quantomeno meritevole daver fornito un grande tema su cui riflettere, e magari di riconoscere senza tanta sofferenza che lo scatto, al di là di tutto, per concetto e per valore fotografico è straordinariamente profondo e bello.
Lautore esprime chiaramente le sue stesse perplessità, ne fa spese e comunque decide di proporci lo scatto, assumendosi i rischi.
Si è tuffato da venti metri, io non lo avrei fatto, ma non scordiamolo; siamo ladri demozioni, e questa è una forte emozione!
.
A @Thanit mando un abbraccio e ricordo che la frase << ogni scatto è un furto, senza togliere.. una caccia senza ferire>> lho detta, non riportata, altrimenti ne avrei citata la fonte, e le raccomando di confidarsi nella coscienza civile di gianni, per il quale e per quanto conti garantisco, di credermi che lui è pienamente consapevole se non in parte daccordo con le ragioni dei contrari, e le chiedo soprattutto di riflettere anche sullaspetto seguente;
Chi ci dice che dopo tutto lanziana in questione non potesse addirittura esserne compiacente (?)
Del resto gli anziani non fanno che lamentarsi della troppa spregiudicatezza della gioventù ricordandoci sempre che la vita non è eterna!
Personalmente vedo nulla di denigratorio, sporco di vanità, o dispregiativo in questo scatto, anzi, sempre e comunque punti di vista, vedo la continuità, due anelli dellinterminabile catena della Vita, il legame non tanto tra una madre ed una figlia ma uno spaccato di tante madri e figlie unimmagine di Noi!

e se uno di noi si è sporcato le mani, se qualcun altro si è sentito emotivamente coinvolto ed altri ancora facciano fatica a sfatare la paura della morte, parte integrante della Vita che pecca solo del mistero, tanto da pregiudicarla intimamente brutta (!) spero almeno che tra circa cinque mila clic già avvenuti un buon numero di persone, al di là di tutto, potessero godere serenamente della bellezza di questo piccolo grande peccato mortale.



daniele1357, 15.10.2011 um 12:11 Uhr

Mi viene chiesto un commento.

La foto è delicatissima, e ben realizzata.
Ogniuno ci può vedere molte cose, credo che colpisca molto la parte più interiorie di noi.
Giusto, sbagliato?
Da parte mia sento solo di ringraziare Gianni Boradori per l'emozione che mi ha dato questa immagine.

daniele



paulmichiels, 19.09.2012 um 11:18 Uhr

Very strong photo, Paul


luccini, 11.11.2012 um 8:51 Uhr

!!(!)


manouchette, 12.11.2012 um 10:11 Uhr

Une S P L E N D I D E composition pleine d'humanisme, l'accompagnement d'un proche ou des personnes malades en fin de vie est une merveilleuse expérience de vie, pleine d'affection et de tendresse... MERCI pour ce beau partage plein de dignité... Amicales pensées de Manouchette... Félicitations l'artiste... Une ETOILE bien MERITEE... (favorite)...



Domenico Raffaele, 14.11.2012 um 1:11 Uhr

Questa immagine mi ha colpito molto, e la tua presentazione mi ha costretto a riflettere su quanto possa essere sfumato, talvolta, il confine tra testimonianza e voyerismo. Nel caso di questa immagine l'unica risposta me la fornisce il cuore, che vi ha colto una profonda umanità e un grande rispetto.


Joachim Aniol, 14.12.2012 um 19:47 Uhr

Emotional stark ansprechende Aufnahme. Sehr gut.

FG Joachim



Paolo Verdarelli, 17.12.2012 um 8:57 Uhr

Non è in discussione la foto ovviamente, che riproduce la sofferenza in tutta la sua drammaticità umana. E' una foto che divide la tua perché oltrepassa un confine. La fotografia è conoscenza, è scoprire sempre qualcosa di nuovo, anche quando il nuovo stride con la sensibilità sociale. Attraverso le immagini di tanti reporter, oggi conosciamo meglio la guerra, tanto per fare un esempio. Ma non c'è dubbio che si tratta di un confine delicatissimo. Di fronte alla morte non c'è un codice scritto di condotta, ognuno sceglie per sé.


Paolo Gagliardi, 19.01.2013 um 19:08 Uhr

complimenti per il senso della vita che questa stupenda immagine rappresenta. paolo


Placido Zanetti, 11.02.2013 um 22:58 Uhr

c'è bisogno di ciò, in questa società d'immagini e d'incomunicabilità. grazie da placido


dolores coll, 1.06.2013 um 12:11 Uhr

a mi me parece una gran fotografía, las dos miradas lo dicen todo, y creo que si podemos retratar la alegría del nacimiento, el dolor en el tercer mundo no entiendo que doble moral no hace ser mas púdicos cuando se trata del dolor de nosotros mismos. Creo que esta discusión no existiría si las dos mujeres fotografiadas fuesen dos negras del Africa, dos indias o dos sudamericanas. Enhorabuena por esta gran foto. me la llevo a favoritas.


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