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Le statue sono attualmente 78 (40 lungo l'anello esterno e 38 lungo quello interno), ma secondo il disegno originario avrebbero dovuto essere 88. La disposizione odierna deriva principalmente dalla distruzione di sei statue raffiguranti dogi veneziani abbattute dall’esercito napoleonico nel 1797; in seguito a questo episodio vi fu un riposizionamento di diverse statue e soprattutto la collocazione sui piedistalli dei ponti est ed ovest (originariamente anch’essi pensati per statue) degli attuali obelischi prima collocati lungo i quattro viali interni dell’isola. I due piedistalli interni del ponte nord sono tuttora privi di statua.
Un preciso regolamento (emanato dalla Presidenza del Prato il 10 febbraio 1776) fissò le norme per la realizzazione delle statue: non potevano essere ritratte persone in vita, non potevano essere ritratti santi (ad essi erano riservati gli altari delle chiese) e tutti i personaggi ritratti dovevano avere avuto un legame con la città. Nella maggior parte dei casi si tratta infatti di professori universitari, artisti, condottieri o ex governanti della città. La prima statua realizzata fu nel 1775, per prova, una statua di Cicerone, che fu velocemente rimossa per l'assenza di legame tra il personaggio e Padova; fu sostituita con l'attuale statua di Antenore offerta alla città dallo stesso Andrea Memmo. L'ultima delle statue originali fu quella di Francesco Luigi Fanzago collocata nel 1838. In seguito, nel corso dell'Ottocento, fu rifatta la statua di Antonio Savonarola perché eccessivamente deteriorata ed infine, nel 1963, per esigenze di conservazione è stata sostituita con copia (opera di Luigi Strazzabosco) l’unica statua eseguita da Antonio Canova e rappresentante Giovanni Poleni. Le statue raffigurano tutte personalità maschili; l’unica eccezione è quella del busto della poetessa Gaspara Stampa collocato ai piedi della statua dedicata ad Andrea Briosco. I piedistalli e le statue sono realizzati in pietra di Vicenza, un calcare tenero cavato in diverse località dei Colli Berici. Esso si presta molto bene all’uso in scultura per la sua facile scolpibilità, ma presenta di contro un facile deterioramento. Diversi interventi di restauro e conservazione sono stati operati sulle statue dalla fine dell'Ottocento[15]. L'ultimo esteso intervento sulle statue risale ai primi anni novanta del XX secolo[16].
Le statue furono fondamentali per la trasformazione del Prato non solo visivamente ma, anche finanziariamente. Infatti, furono pagate da singoli cittadini o gruppi previo il versamento di una somma che poteva variare tra i 135 e i 150 zecchini e che servì sia al costo vivo della statua sia come contributo ai lavori generali del Prato. La somma poteva anche essere versata in due o tre anni di tempo
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Prato della Valle today
Prato della Valle has, from its very beginning, taken its place in the hearts of Padovans who frequently refer to it simply as Il Prato. At various times it was also known as valley without grass because the number of trees prevented much grass from growing there. Today, however, it is completely covered with grass, and many small trees.
During the 1990s, the "Prato" went through a period of degradation and neglect, but today it has been restored to its original splendor through reclamation projects and the concern and involvement of the citizens of Padova. During the summer, the square is animated by large numbers of visitors who skate, stroll or study while tanning themselves in the sun. Summer evenings are marked by the presence of teenagers and young adults who chat until the early hours of the morning.
For several years, Prato della Valle has been the seat of the Padovan section of the Festivalbar, and recently it has even played host to skating competitions, thanks to the wide asphalted ring which surrounds the square.
Every New Year's Day (Capodanno), and during the Feast of the Annunciation in August (Ferragosto), parties with music and fireworks take place in the Prato.
The monumental 15th century building of the Palazzo Angeli, belonging to the City of Padova and once the home of Andrea Memmo, hosts the Museum of Precinema
Hallo Roswitha,
eine schöne Aufnahme die da zeigst. Klasse Farben, ist wohl gerade Markt da?
Ganz liebe Grüße aus dem kalten Norden wünscht Dir liebe Roswitha
Norbert