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PRESENTAZIONE
Dice Raffaella Milandri : "Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l'animo dei popoli". Fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, viaggiatrice solitaria, si dedica alla fotografia intesa come strumento di sensibilizzazione, denuncia e comunicazione sul tema dei diritti umani e delle problematiche sociali . Con particolare attenzione ai popoli indigeni. Raffaella Milandri si impegna altresì in campagne informative sul turismo responsabile con raccomandazioni a chi viaggia nei Paesi in via di sviluppo.
NOTE BIOGRAFICHE
Nata a Faenza(RA), vive a San Benedetto del Tronto(AP). Il 2004 è il suo anno sabbatico e decisivo: lascia il suo incarico di amministratore aziendale per inseguire, su un fuoristrada e rigorosamente in solitaria, la sua passione per la fotografia e i popoli indigeni; le regioni australiane del Northern Territory e del Kimberly, selvagge e di forte impatto, e l'incontro con gli aborigeni australiani, lasciano una traccia indelebile nella sua evoluzione e danno una svolta decisiva verso la sua maturità artistica. Dal 2007 Raffaella Milandri collabora con la Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi (MI ). Nel 2010 il Presidente della Nazione Crow, Cedric Black Eagle, la adotta come sorella: "Per me, un grande onore e un profondo significato di fratellanza con i nativi americani e tutti i popoli indigeni".
IMPEGNO SOCIALE
" Avverto una incredibile urgenza nel mio viaggiare e documentare le discriminazioni razziali e dei diritti umani. La globalizzazione avanza a passi rapidi, ma nel caso dei popoli indigeni essa non porta con sè il Progresso positivo, spesso anzi accelera il processo di estinzione di popoli che da decine di migliaia di anni vivono nelle stesse terre, legati alle loro tradizioni e culture uniche e irripetibili. Sono, tutt'oggi, in atto nel mondo incredibili persecuzioni nel nome del denaro e della avidità. I popoli indigeni, proprio perchè legati ad antiche culture, e immuni ai nostri valori occidentali, stanno vivendo tuttora, in chiave moderna, i genocidi e le ingiustizie di cui sono state ben note e sfortunate vittime i nativi americani fin da 500 anni orsono ."
Raffaella Milandri si impegna in campagne informative e di denuncia attraverso foto, filmati e interviste diffusi su media e social network: lancia appelli, raccoglie firme e missive di denuncia da inviare a Organizzazioni internazionali, Presidenti e Ministri di diverse nazioni, tra cui Sonia Gandhi e il Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Raccoglie e sollecita altresì petizioni a favore della adesione dell'Italia alla ILO 169, una importante convenzione internazionale a favore dei diritti umani dei popoli indigeni.
MODALITA' OPERATIVA
I suoi viaggi sono estremamente spartani e avventurosi. Preferibilmente in fuoristrada.
"Mi spoglio delle mie impalcature mentali da occidentale per poter essere accolta nella mia essenza di essere umano, che fra gente semplice e genuina è sempre benvenuta"
Durante i suoi viaggi in solitaria cammina e vive con la macchina fotografica al collo, indaga con estrema curiosità, si siede fra la gente, beve, mangia e parla con loro, spesso ospite delle loro abitudini e cerimonie. "Costruisco il mio cammino giorno per giorno. Unico bagaglio sostanzioso: macchina fotografica, videocamera , e un net-book con la quale collegarmi in diretta su Facebook per raccontare le mie giornate. "
Nessuna posa o situazione è creata nelle opere di Raffaella Milandri: la fotografa riproduce realtà e situazioni così come appaiono, cercando di ridurre al minimo il suo impatto sull’ambiente circostante.
“ Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano: mi “abbandono” ai modi di vivere dei popoli che sto visitando, mi immergo “incontaminata” nella loro cultura e ne respiro l’essenza, in una dimensione spirituale ideale per la mia ricerca. Mi assimilo alle genti per catturarne l’immagine autentica, in momenti carichi di intenso significato emozionale. Il mio terzo occhio è la macchina fotografica, con la quale cristallizzo il quotidiano in un momento senza tempo. Adatto sempre i mie abiti e i miei gesti alla cultura locale. Ho un profondo rispetto per le diverse religioni e culture in tutte le loro esternazioni. " Dice Raffaella Milandri: "Amo la gente semplice e sono fiera di essere una di loro."
FOTOREPORTAGE
Australia (Northern Territory, Kimberly), Giappone , India (Gujarat, Rajasthan , Orissa, etc), Nepal , Tibet , Stati Uniti (Navajoland, Texas, New Mexico, Alaska, Montana etc), Canada (Yukon), Egitto (White Desert ), Botswana , Camerun, Europa (Polonia, Francia etc )
MOSTRE, PROIEZIONI E PUBBLICAZIONI
-2008 Mostra "Crossing borders" sulla situazione della donna e il lavoro minorile in India;
con visite guidate di scolaresche, ad uso didattico e culturale;
-2009 Mostra "Imagine" sulla situazione ai confini tra Nepal e Tibet, con asta di beneficenza
a favore del SOCIAL WELFARE CENTRE BRIDDHASHRAM, centro per anziani a Pashupati, Nepal.
Iniziativa inserita nel 1° Festival della Pace "Peace Now" .
-2009-2010 Mostra-Proiezione “Tra la perduta gente” in solidarietà ai Boscimani del Kalahari
Iniziativa inserita nella XII Settimana della Cultura, del Ministero dei Beni Culturali,
con proiezione a scolaresche. Il filmato riceve un premio nel 2010 al Premio Libero Bizzarri.
-2010-2011 Conferenza multireportage "Scomode verità" in solidarietà ai popoli indigeni.
Iniziativa segnalata dall'Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) del Ministero per le Pari Opportunità. Tra i patrocinii delle varie tappe della conferenza: FIAF, CSV , Rotary e Lions .
-2011 Conferenza reportage "L'altezza degli uomini" , una denuncia sulla condizione delle comunità pigmee in Camerun e le loro problematiche.
-2011 In uscita un suo libro della casa editrice Polaris sulla sua esperienza nei villaggi pigmei, con un importante appello per salvare il Popolo della Foresta dall'estinzione: "Io e i Pigmei. Cronache di una donna nella foresta" .
-2011 Riceve il premio "Gran Pavese Rossoblu", onoreficenza della città di San Benedetto del Tronto per il suo impegno sociale e culturale.
Svariate sue foto sono state donate per aste di beneficenza e raccolte fondi a fini benefici .
Sue le foto di copertina ed interni del cd "Savannah" in supporto alla AMREF, del 2010.
Il calendario 2012 della Lega del Filo d'Oro è realizzato con foto da lei donate.
VIAGGI MEDIATICI
Vari collegamenti in diretta dai luoghi dei suoi viaggi, tra cui uno televisivo con Maurizio Costanzo,
con Radio Uno, Radio Italia Network e Radio Kiss Kiss, e collegamenti in diretta su Facebook da Tibet, Nepal, Botswana , India , Camerun e Montana fanno diventare i viaggi in solitaria di Raffaella Milandri un evento mediatico molto seguito.
Pubblicati svariati articoli sui suoi viaggi, da quotidiani e riviste (La mia 4x4, Turisti per caso etc).
Rai Tre nel 2010 le ha dedicato un servizio. E' stata ospite nel 2011 su rai Uno di Bontà Loro, e su Rai Due al Maurizio Costanzo Talk.
Questi alcuni commenti di chi segue i suoi viaggi su Facebook:
“I reportage e i diari che ci hai puntualmente inviato sono stati davvero molto arricchenti: ci hanno fatto respirare l'aria di quei luoghi lontani e sentire il battito del cuore di quelle popolazioni, tutto con rara sensibilità ed equilibrio, grazie a te”G.V
“. ... immagini e parole che toccano il cuore..” B.A.
IN PROGRAMMA
“ Sto meditando i prossimi viaggi in solitaria del 2012”

CONTATTI
Su Facebook i suoi account http://www.facebook.com/?ref=home#!/raffaella.milandri
e
http://www.facebook.com/raffaella.milandri2

Email raf999@libero.it


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raffaella milandri, 16.04.2010 um 17:27 Uhr

GUIDA PER IL PERFETTO VIAGGIATORE INDIPENDENTE:
QUANDO E CON CHI
Una miniguida della viaggiatrice solitaria e fotografa umanitaria Raffaella Milandri.
Il momento del viaggio
Stai per partire: l’odore dell’aria e le cose intorno a te diventano evanescenti e lasciano il posto
a nuovi e ancora inimmaginabili atmosfere e panorami.
La tua dimensione sta per proiettarsi “oltre”, stai per varcare i confini del tuo Paese, e poi altri ancora,
per percorrere e fagocitare miglia su miglia, via aria, via terra, via mare.
Ti vedi un puntino minuscolo e insignificante sul mappamondo, e più ti allontani dalle tue abituali coordinate e più le tue radici geografiche, sociali e culturali si sfilacciano .
Stai per entrare in contatto con il te stesso che sonnecchia nella sicurezza del tran tran quotidiano.
E’ un momento di evasione dalla propria realtà quotidiana e dai ritmi usuali. Il tuo mondo sarà la valigia e il tuo zaino, devi scegliere cosa portare con te e le poche cose da amministrare. Assapori il piacere di ridurre il tuo parco telefoni ad un solo cellulare; i tuoi vestiti si ridurranno a 4 pantaloni e 6 maglie , i libri da leggere saranno 4 e in cuor tuo speri di non avere il tempo di leggerli tutti. Lasci tutte le tue cose in ordine perché quando torni tutto sarà al suo posto -un bisogno di certezza irrinunciabile.
Qualcuno intende il viaggio come vacanza e relax: due settimane al mare, o dieci giorni in crociera, o in un villaggio turistico, con i terminali mentali spenti senza pensare a nulla.
Qualcuno intende il viaggio come una esperienza di vita, un momento di conoscenza, di esplorazione e di crescita personale. E’ un momento di scoperta, di se stessi e degli altri.
La scelta
In un viaggio viene prima la scelta del dove o del quando?
Viene prima la scelta del dove o del “con chi” ?
E come si decide se viaggiare “fai da te” o con tour organizzati?
Quando e quanto
Con l’elenco delle località preferite in mano, è fondamentale identificare :
1)il periodo delle ferie: in Italia la maggior parte di noi mortali ha le ferie in agosto e a fine dicembre, quando i prezzi lievitano per i voli, per i tour, per tutto.
Se possibile, è sempre meglio viaggiare negli altri mesi.
2)la durata delle ferie: ottimale, per viaggi indipendenti fuori continente, avere 15/20 giorni o anche più. Per viaggi in Europa, invece, 10 giorni sono ottimi per molte destinazioni .
3)il budget di spesa: sono copiose le offerte di mutui per le vacanze, ma sarebbe meglio un viaggio dal costo accessibile sulla base delle proprie possibilità. Il viaggio indipendente può essere più economico ma è più soggetto a spese impreviste e richiede una buona organizzazione .
DA SOLI
La fondamentale consapevolezza prima di partire è che non puoi dimenticare nulla, non puoi tralasciare dettagli, devi prevenire al massimo gli imprevisti (fisici, mentali, climatici, etc) La tabella dei preparativi va seguita con scrupolo . Una buona parte dei tuoi imprevisti (qualcuno è inevitabile!!)si possono ridurre o risolvere con informazione e prevenzione e trovare la soluzione migliore in tempi veloci . In Giappone ad esempio i bancomat non sono sempre compatibili con le nostre carte. Onde evitare di esibirti in “O sole mio” nelle stazioni della metro a Tokyo per racimolare un po’ di spiccioli, è opportuno partire con scorta di contanti e carta di credito supplementare.
Io amo il viaggio indipendente in solitaria: è decisionismo puro, senza compromessi. Tutto dipende da te. Già in due è fondamentale sottostare ad una democrazia che impone di consultarsi e trovare un accordo. Ritengo un momento di grande crescita personale il viaggio in solitaria ”Chi rompe paga, e i cocci sono suoi”. Ecco, se sbagli qualcosa nel tuo percorso, i cocci sono tutti tuoi e tutto sommato sei sempre più tollerante con te stesso che non con gli altri. Grandi amicizie o anche relazioni sentimentali sono state distrutte, divelte, dissacrate dopo 10 giorni di convivenza in vacanza. La formula per l’esatta convivenza è ardua da trovare. Patti chiari amicizia lunga: prima di partire, onde abbeverarsi a quel dolce nettare che è la condivisione della vacanza, è opportuno definire: dove si va, la filosofia di viaggio, il budget di spesa, le località da visitare.
Con il partner
Occorre senz’altro una relazione solida per fare un viaggio “fai da te” con il tuo partner. Devi conoscerlo/a bene, sapere la sua resistenza fisica e mentale ai vari imprevisti. Certo, una vacanza di 15 giorni in un villaggio turistico non richiede molta preparazione e precauzioni, e anche una settimana in una capitale europea ben si presta alle coppie in via di consolidamento. Ma la vacanza on the road, con ritmi pressanti e sbalzi frequenti, richiede sangue freddo e non solo amore. Ti capiterà talvolta di tornare da un viaggio con il tuo partner, dicendoti che non avete nulla in comune: le sue reazioni al giro nel centro commerciale e quelle al giro nel bazar di Algeri sono completamente diverse. I suoi gusti alimentari macrobiotici, pienamente appagati nel centro di Milano, stonano terribilmente con le avventurose pietanze che trovi a Bangkok. Le sue lunghe soste in bagno, la mattina, ti hanno rubato ore preziose da dedicare all’esplorazione del Gange all’alba. La sua ricerca in tutti i negozi di Jaipur di una sciarpa in seta per la mamma ti ha sfinito, tediato, spossato fino all’esasperazione. Non reagire subito, aspetta e fai decantare le emozioni per almeno 15 giorni dopo il rientro dal viaggio. Probabilmente, dopo 15 giorni e qualche racconto agli amici della vostra vacanza, tutto sembrerà meno terribile. Ci riderai su. L’amore tornerà a trionfare.
Con gli amici
Se vai in vacanza con un solo amico/a , vale quello che è stato detto per la vacanza con il/la partner. Leggi amicizia e affetto invece di amore, e ci siamo. Il gruppo di amici/amiche , composto da tre o più persone, offre molte soluzioni e soprattutto alleanze opportune che alleviano la convivenza. Nelle decisioni vince la maggioranza, ma c’è una libertà maggiore, due di voi vanno a visitare il museo etnico, un altro va a fare shopping, due si fermano a mangiare un piatto di spaghetti neozelandesi. La cosa importante e vitale è avere poi sempre un posto di ritrovo e dei punti fermi, nonché nelle emergenze la possibilità di comunicare fra di voi. A Delhi abbiamo speso 4 (dico quattro ) ore cercando di ritrovarci in centro, con circa 42 gradi all’ombra , venditori ambulanti assillanti, mal di piedi incombente. Ognuno aveva ragione, ognuno pensava dell’altro che era un idiota. Con gli amici è altresì vitale, prima di partire, fare un programma di viaggio di massima, accordarsi su tempi e ritmi, stabilire tappe sicure e lasciare spazio alle variabili. Gli interessi possono essere diversi, quindi bisogna dare spazio ad ognuno nel programma . Questi punti fermi prima della partenza saranno utilissimi per gestire il tempo di tutti. Perché, va ricordato, in vacanza il tempo è denaro. Quando spendi 1000 euro di biglietto aereo e la prima mattina a San Francisco, per lasciare l’albergo, devi aspettare due ore Giovanni perché non si è svegliato, difficilmente avrai per lui tutta la tua comprensione . In vacanza il tempo è un patrimonio che va gestito molto oculatamente. Può essere difficile tornare negli stessi posti un’altra volta nella tua vita( e magari quei posti in dieci anni cambieranno del tutto fisionomia), quindi il rispetto del tempo comune è fondamentale. Un altro aspetto dei viaggi con amici è la famosa e temibile “cassa comune”. Quella cassa (un portafogli, un sacchettino, una tasca) verrà nutrita dalle tasche di tutti, onde evitare disparità (quello ci marcia, diranno di Andrea che ha la fama di essere tirchio). Con la cassa comune si pagheranno le spese comuni ed uguali per tutti: l’albergo, i biglietti per i musei o i parchi, il carburante o il treno. I pasti sono un caso a parte, da stabilire all’occorrenza: ho visto persone fare storie sul conto diviso equamente perché Giulia aveva mangiato per 40 centesimi più degli altri. Ho visto amici fare discriminazioni : Fabio beve birra e Luisa beve acqua, non possono pagare uguale. Insomma, la cassa comune è una fonte inesauribile di discussioni e dolori. Tra l’altro, chi tiene la cassa comune? Chiunque egli /ella sia, designato da tutti gli altri, verrà ad un certo punto guardato con sospetto: “Luigi, ma non è che hai pagato la tua freccia indiana con la cassa comune?Mi sembrava…ma è sicuro che tieni i soldi della cassa separati dai tuoi?” Fantastico Osvaldo , negli States: si lancia nel Colorado a fare il bagno con la cassa comune in tasca! Insomma, quando si viaggia insieme, si è collegati come nel gioco del domino, uno in fila all’altro, e quello/a che sta male, che perde i soldi, che deve SUBITO andare in bagno , che ha la gonna corta e nella moschea non può entrare, che la mattina non si alza, che mangia solo vegetariano, insomma quello/a che coinvolge anche gli altri del gruppo con le sue individuali esigenze o problematiche.
CON COMPAGNI IMPROVVISATI
Oggi molti siti web propongono e facilitano l’aggregamento tra compagni di viaggio che non si conoscono e che decidono di partire insieme, accomunati dalla meta desiderata. L’entusiasmo della partenza stempera le possibili divergenze di opinione, l’importante è partire! Ma i nodi verranno al pettine: mai tralasciare il programma di viaggio (tappe, ritmi, etc) ; questo è il salvagente che eviterà al vostro viaggio comunitario di
naufragare. Se infatti l’amore o l’amicizia possono fare da deterrente a litigi, discussioni e fratture fra i partecipanti al viaggio, quando si viaggia fra sconosciuti il malcontento è pronto a serpeggiare e a spuntar fuori anche violentemente. Ognuno ha il proprio ego pronto ad armarsi fino ai denti per la sopravvivenza e per la difesa della propria vacanza. Ognuno ha sognato la “propria” vacanza. Esistono delle persone amabili a priori, che si adatteranno comunque ad ogni circostanza e cercheranno di smussare gli animi spigolosi che li circondano; ma per molti è facile arrivare al momento delle polemiche e della “tolleranza zero”.
Dopo circa 10 giorni di patimenti caratteriali, intuiti ma non evitati, dopo qualche urlo e parolaccia, subìti ma non perdonati, la stazione di Calcutta si trasformò nello stage del film “Fuga da Alcatraz”: in due fuggimmo dal treno ancora in movimento, bagagli a tracolla, per seminare gli altri tre scomodi compagni di viaggio. In un batter d’occhio eravamo su un taxi , noncuranti degli altri e del loro futuro. “Mors tua vita mea” . Attenzione alla miscellanea di caratteri e di esperienza, e soprattutto ai “viaggiatori per caso” . Altro aspetto importante dei viaggi di gruppo: i bagagli. C’è che porta un bagaglio spartano e chi no. Se si viaggia in auto, è fondamentale spartire equamente gli spazi con gli altri. E mantenere del posto libero per i souvenir, immancabili, di ognuno.
“Mi raccomando, una valigia a testa!” dissi io. In partenza in auto per la Romania, in quattro, una valigia a testa, ma una valigia era grande come una portaerei. Non entrava nel bagagliaio!
Sosta tecnica per rifacimento bagagli.
Altro viaggio, in partenza in auto per la Polonia, in quattro : una valigia a testa! Avete presente il libro di Jerome K.Jerome, divertentissimo “Tre uomini in barca…per tacer del cane”?
Qui il titolo era “ Due uomini e due donne in auto…per tacer dell’asse da stiro” Ebbene sì, lo spirito pratico e spartano aveva suggerito ad una dei viaggiatori di portare l’asse da stiro. Forse era da usare come zattera in caso di alluvione?



Massimo Santoni, 3.06.2008 um 14:17 Uhr

anche io viaggio solo e ho il tuo stesso target di fotografia ;-)


raffaella milandri , 2.06.2008 um 22:58 Uhr

Viaggiatrice in solitaria e fotografa


raffaella milandri , 9.01.2008 um 10:36 Uhr

Mio obiettivo è la ricerca dell'essenza dell'uomo e delle sue impronte su ciò che ci circonda,
in tutte le sfaccettature. Il mio terzo occhio è la macchina fotografica, con la quale cristallizzo
il quotidiano in un momento senza tempo



Claudio Micali, 15.11.2007 um 2:37 Uhr

Un benvenuta in FC anche da parte mia
IT: Sport Action ... 02 von Claudio Micali
IT: Sport Action ... 02
Von Claudio Micali
14.11.07, 12:38
11 Anmerkungen
Ciao, Claudio



Beate Voß , 12.11.2007 um 2:47 Uhr

Hallo und Herzlich Willkommen,
ich wünsch Dir hier nette Kontakte,
Anregungen und ernsthafte Tips!
LG aus Berlin
Beate



Samuele Travaglini, 11.11.2007 um 21:22 Uhr

Benvenuta su Fc
Samuele



A.R. Mahallatian , 11.11.2007 um 16:53 Uhr


Hallo,

Ich freue mich dich bei der FC willkommen zu heißen.

Ich wünsche dir viel Spaß, Freude, Ruhe &
strahlendes Licht für viele Motive.

Mahallatian,
aus Berlin.



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